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Sentenza

Sentenza n. 1728/2026 - Palermo, Sezione 5

Giustizia amministrativa202600227

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia del Comune nell'adozione degli atti necessari allo svincolo di somme depositate presso la Ragioneria Territoriale dello Stato in esecuzione di un giudicato civile

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (beneficiari dell'indennità)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno chiesto l'ottemperanza al giudicato formatosi sull'ordinanza della Corte d’Appello di Palermo n. 4292 del 7 dicembre 2020, notificata in forma esecutiva e munita di certificazione di passaggio in giudicato, affinché il Comune adottasse gli atti necessari allo svincolo delle somme depositate presso la Ragioneria Territoriale dello Stato in esecuzione dell’Ordinanza Dirigenziale n. 315/2012. Hanno inoltre domandato la nomina di un commissario ad acta e la condanna dell’amministrazione alla penalità di mora prevista dall’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. Al momento della proposizione del ricorso il Comune non aveva adottato un provvedimento idoneo a consentire l’erogazione delle somme, determinando una situazione di incompleta esecuzione del giudicato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere. Nel corso del giudizio il Comune ha adottato la Determinazione Dirigenziale n. 430 del 3 marzo 2026, integrativa della precedente Determinazione n. 191/2023, contenente le attestazioni richieste dalla Ragioneria Territoriale dello Stato ai sensi degli artt. 26 e 28 del d.P.R. n. 327/2001. La Ragioneria ha quindi richiesto ai ricorrenti soltanto la trasmissione della documentazione necessaria al materiale accredito delle somme. È venuta meno, pertanto, l’inerzia amministrativa posta a fondamento dell’azione, residuando esclusivamente attività esecutive della Ragioneria. Il giudice ha rilevato che l’obbligo conformativo derivante dal giudicato in materia di indennità espropriative comprende tutti gli adempimenti necessari a consentire al beneficiario di conseguire concretamente quanto riconosciuto dal titolo giudiziale. Le spese sono state poste a carico del Comune secondo il criterio della soccombenza virtuale, poiché l’amministrazione ha adempiuto solo dopo la proposizione del ricorso, con liquidazione di euro 1.500,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    Prevede la penalità di mora richiesta dai ricorrenti nell’ambito del giudizio di ottemperanza; la sentenza non ha dovuto pronunciarsi sulla sua applicazione, avendo dichiarato cessata la materia del contendere.

  • artt. 26 e 28 d.P.R. n. 327/2001

    Individuano le attestazioni richieste dalla Ragioneria Territoriale dello Stato per procedere allo svincolo e all’erogazione delle somme depositate a titolo di indennità espropriativa.

Massime di principio

  • In materia di indennità espropriative, l’obbligo conformativo derivante da un giudicato non si esaurisce nell’adozione di atti meramente formali, ma comprende tutti gli adempimenti di competenza dell’amministrazione necessari affinché il beneficiario possa conseguire concretamente le somme riconosciute dal titolo giudiziale.
  • Quando, nel corso del giudizio di ottemperanza, l’amministrazione adotta gli atti di propria competenza necessari all’esecuzione del giudicato e residuano soltanto attività materiali o esecutive demandate ad altra amministrazione, viene meno l’inerzia amministrativa posta a fondamento del ricorso e può essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • L’adempimento dell’amministrazione successivo alla proposizione del ricorso non esclude la condanna alle spese, che possono essere poste a suo carico secondo il criterio della soccombenza virtuale.

Come è indicizzato

MaterieDecreto di esproprio e procedimentoGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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