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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30866/2025 del 15/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte di appello deducendo, con tre motivi, anzitutto la violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza ex art. 521 c.p.p., perché il giudice di primo grado avrebbe riqualificato il fatto in una diversa fattispecie contravvenzionale rispetto a quella contestata; in secondo luogo ha contestato la legittimità dell'invito rivolto dagli operanti a sottoporsi ad accertamenti per verificare l'eventuale assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, sostenendo che mancassero i presupposti per ritenere penalmente rilevante il suo rifiuto; infine ha censurato la motivazione relativa alla confisca del veicolo, ritenendo non dimostrata la sua titolarità sul mezzo.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto tutti i motivi manifestamente infondati. Ha escluso la violazione dell'art. 521 c.p.p. osservando che l'imputato e il difensore erano stati messi in condizione di interloquire sin dall'inizio sulla destinazione dei coltelli a scatto e che la diversa qualificazione giuridica non aveva radicalmente trasformato il fatto storico. Ha poi ritenuto legittimo l'apprezzamento di merito circa la sussistenza di elementi sintomatici dello stato di alterazione da stupefacenti, tali da giustificare l'invito agli accertamenti e la rilevanza penale del rifiuto. Ha infine reputato immune da censure la confisca del veicolo, fondata sulla sua appartenenza all'imputato, desunta da testimonianze e verbali di accertamento. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 521 c.p.p.

    La diversa qualificazione giuridica del fatto non integra violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza quando il fatto storico non sia radicalmente trasformato e l'imputato abbia potuto difendersi sul contenuto dell'imputazione sin dal giudizio di merito.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato quale parametro di compatibilità della diversa qualificazione giuridica del fatto con il giusto processo e il contraddittorio.

  • art. 6 CEDU

    Richiamato nel medesimo senso dell'art. 111 Cost., a sostegno della prevedibilità dell'esito decisorio e della possibilità di interloquire dell'imputato.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna alle spese processuali e, in assenza di cause esimenti della colpa, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In tema di correlazione tra accusa e sentenza, non vi è violazione dell'art. 521 c.p.p. quando la diversa qualificazione giuridica del fatto costituisce uno sviluppo prevedibile del giudizio e l'imputato abbia avuto concreta possibilità di difendersi in merito al contenuto dell'imputazione.
  • La trasformazione del titolo giuridico del fatto non è rilevante, ai fini della violazione del principio di correlazione, se il nucleo storico della condotta contestata rimane invariato nei suoi elementi essenziali.
  • La valutazione circa la sussistenza di sintomi idonei a giustificare accertamenti sull'assunzione di stupefacenti è apprezzamento di merito insindacabile in cassazione se sorretto da motivazione logica e coerente.
  • La confisca del bene è legittima quando la titolarità del bene in capo all'imputato risulti adeguatamente desunta dagli elementi probatori acquisiti e non sia smentita da elementi contrari.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta, oltre alle spese, la condanna al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende se non emergono elementi atti a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFuga e omissione di soccorso
RamiProcesso penaleReati stradaliReati contro la fede pubblica
IstitutiConfiscaInutilizzabilità della prova

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