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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11636/2022 del 30/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Sanfilippo ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame di Caltanissetta che confermava la misura cautelare per il reato di ricettazione (capo 88). Con unico motivo ha denunciato violazione di legge, travisamento della prova e omissione di valutazione degli elementi difensivi: mancata individuazione di fatti a sostegno del dolo eventuale contestato, il lungo stato detentivo personale, la sua estraneità ai fatti estorsivi ed all'associazione di tipo mafioso riferiti a parenti, la presunta estinzione della famiglia mafiosa dal 1991, l'irrilevanza della conversazione intercettata che non lo nominava e l'attendibilità della fonte dei redditi familiari (fratello Marcello e moglie) quale spiegazione della somma contestata (1.330 euro). Il Pubblico Ministero ha chiesto l'inammissibilità del ricorso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha ritenuto carente e insufficiente la motivazione del Tribunale del riesame quanto alla conferma della misura per il reato di ricettazione (capo 88), in quanto il provvedimento si è basato su una sola conversazione tra parenti che non menzionava il ricorrente né la somma a lui attribuita, e ha ipotizzato il dolo eventuale senza alcuna specificazione o elemento probatorio in atti. Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Caltanissetta, disponendo inoltre gli adempimenti di cancelleria previsti.

Norme richiamate

  • art. 273 cod. proc. pen.

    La disposizione richiede l'esistenza di gravi indizi di colpevolezza per l'adozione o la conferma di misure cautelari; la Corte ha ritenuto che la motivazione non abbia adeguatamente documentato tali gravi indizi rispetto al capo 88.

  • art. 309, comma 7, cod. proc. pen.

    art. 309, comma 7, cod. proc. pen.

    Norma richiamata per stabilire la competenza del Tribunale cui rinviare il nuovo giudizio dopo l'annullamento.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata per gli adempimenti amministrativi di cancelleria conseguenti alla decisione di annullamento e rinvio.

Massime di principio

  • Per la conferma di una misura cautelare per ricettazione occorrono gravi indizi specifici che colleghino direttamente l'imputato alla provenienza illecita dei beni; mere conversazioni generiche tra parenti non sono sufficienti se non indicano il nome del ricevente e la somma ricevuta.
  • L'ipotesi del dolo eventuale va motivata con elementi fattuali probatori che rendano plausibile la rappresentazione del rischio della provenienza illecita da parte dell'imputato; non è ammesso invocare il dolo eventuale in astratto o solo sulla base della sua appartenenza familiare.
  • Lo stato di detenzione o l'appartenenza familiare a soggetti appartenenti ad ambienti criminali non costituiscono di per sé prova dell'avvenuta ricezione consapevole di proventi illeciti; è necessaria una prova che colleghi il singolo comportamento al reato contestato.
  • Il tribunale deve indicare in motivazione non solo gli elementi indizianti ma anche il nesso logico che li collega all'imputato; altrimenti la decisione è vulnerabile di annullamento per insufficienza motivazionale.
  • Se la difesa produce elementi alternativi, come la legittima provenienza di somme (es. redditi familiari dichiarati), il giudice deve valutarli esplicitamente e motivare perché non ne tenga conto prima di confermare la misura.
  • In caso di motivazione insufficiente il giudice di legittimità può disporre l'annullamento e il rinvio per nuovo esame, con indicazione della competenza per il nuovo giudizio.
  • Le intercettazioni sono utili solo se forniscono riferimenti concreti (nomi, somme, ruoli) che permettano di attribuire l'evento al ricorrente; in mancanza, il loro valore indiziario è limitato.

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