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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34912/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 21/01/2022 con cui il Tribunale di Salerno, in funzione di giudice dell'esecuzione, aveva respinto l'istanza di revoca della dichiarazione di irrevocabilità della sentenza del 24/03/2016. Il ricorrente sosteneva che la notifica dell'estratto contumaciale era avvenuta a un indirizzo diverso da quello indicato nella dichiarazione di domicilio ex art. 161 c.p.p. (indicazione del civico "n. 4" di vicolo Vetriera invece del "n. 6" di residenza anagrafica) e che non era mai stato cercato al n. 6; inoltre rilevava l'assenza in atti della comunicazione di avvenuto deposito e dell'avviso di ricevimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione abbia formulato una conclusione di fatto (sull'inesistenza del domicilio al n. 4 e sull'errore materiale nella indicazione del civico) senza aver preliminarmente effettuato gli accertamenti di fatto necessari ai sensi dell'art. 666, comma 5, c.p.p. (ad es. tentativo di notifica al n. 4 o accertamento di polizia sulla effettiva reperibilità al n. 4 al momento della notifica). Per tali ragioni l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Salerno per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 161 cod. proc. pen.

    La dichiarazione di domicilio incide sulle modalità di notifica; una discordanza tra indirizzo dichiarato e indirizzo reale può compromettere la validità della notifica se non adeguatamente accertata. Va distinta la dichiarazione di domicilio dall'elezione di domicilio.

  • art. 666, comma 5, cod. proc. pen.

    il giudice può chiedere alle autorità competenti tutti i documenti e le informazioni di cui abbia bisogno; se occorre assumere prove, procede in udienza nel rispetto del contraddittorio

    Il giudice dell'esecuzione ha l'obbligo di compiere indagini e acquisire documenti/informazioni necessari prima di trarre conclusioni di fatto; se servono prove deve assumerle in udienza con rispetto del contraddittorio. Non è ammesso decidere esclusivamente su presunzioni senza attivare gli strumenti investigativi previsti.

Massime di principio

  • Se la validità di una notifica è contestata per discordanza di indirizzo, il giudice deve effettuare accertamenti di fatto prima di rigettare l'istanza: richieste di documenti, verifiche presso autorità competenti o assunzione di prove in udienza (art. 666 c.5 c.p.p.).
  • La semplice constatazione di una discrepanza tra civico indicato e residenza anagrafica non è sufficiente a escludere la correttezza della notifica senza verifiche supplementari (tentativo fisico al civico indicato, controllo postale o di polizia).
  • Occorre distinguere tra dichiarazione di domicilio e elezione di domicilio: la prima può essere più suscettibile di errori materiali e richiede attenzione probatoria sulle risultanze esterne (es. tracce postali, giacenza, avvisi).
  • La restituzione della cartolina per "compiuta giacenza" non equivale automaticamente a irreperibilità del destinatario; il significato di tale evento va ricostruito alla luce degli accertamenti concreti fatti.
  • In caso di decisione senza adeguata istruttoria il provvedimento è annullabile e la questione va rimessa al giudice di merito per nuovo esame con gli accertamenti richiesti.

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