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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37373/2025 del 17/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale di Trento che ha confermato il sequestro probatorio disposto dal P.M. (17/06/2025) su una borsa ventiquattrore, scarpe Louis Vuitton, 4 buste con coupon per ingressi omaggio alla SPA, e progetti/planimetrie di ristrutturazione, contestando: 1) difetto di motivazione sul fumus commissi delicti (contestazione del rapporto tra sequestro e sussistenza del reato); 2) mancanza di finalità probatorie rispetto a beni quali borsa, scarpe e ingressi omaggio (sosteneva che non avevano vocazione probatoria e che la prova poteva essere acquisita documentalmente); 3) difetto di pertinenzialità dei progetti e planimetrie rispetto ai reati ipotizzati e carattere meramente esplorativo del sequestro.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che: 1) il profilo del fumus fosse già adeguatamente coperto "per relationem" dal provvedimento cautelare precedente (arresti domiciliari) relativo agli stessi reati, noto al ricorrente; 2) borsa, scarpe e ingressi costituiscono corpo di reato e il sequestro è giustificato da finalità probatorie specifiche, in particolare per verificare la corrispondenza degli oggetti con quanto emerso dalle intercettazioni; 3) i progetti e le planimetrie risultano pertinenti e necessari per approfondire il quadro indiziario rispetto all'ipotesi che i lavori siano collegati al patto illecito, per cui il sequestro non è meramente esplorativo. Il ricorso è stato quindi respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Richiamato nella censura difensiva relativa alla motivazione sul fumus; la Corte ha ritenuto che la motivazione potesse essere fornita per relationem tramite il provvedimento cautelare antecedente.

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il sequestro probatorio; oggetto centrale dei motivi di ricorso. La Corte ha ritenuto che i requisiti di finalità probatoria e di pertinenzialità fossero soddisfatti nel caso concreto.

  • artt. 353-bis, 318, 314 cod. pen.

    Articoli del codice penale relativi ai reati contestati a Villotti (tra cui corruzione e reati connessi). La loro menzione giustifica l'indagine e il vincolo probatorio sui beni e sulla documentazione sequestrati.

  • Giurisprudenza citata (Sez. U. n. 36072/2018; Sez. U. n. 5876/2004; Sez. U. n. 25080/2003)

    Richiamati come principi di diritto: il sequestro del corpo di reato deve correlarsi a finalità probatorie; il sindacato sulla motivazione in Cassazione è limitato e non ammette riesame motivazionale se la motivazione non è del tutto assente o apparente.

Massime di principio

  • La Corte può ritenere adeguata la motivazione di un provvedimento di sequestro "per relationem" quando esista un precedente provvedimento cautelare, conoscibile dall'interessato, che abbia già illustrato il fumus commissi delicti.
  • Il sequestro probatorio di oggetti che costituiscono "corpo del reato" è legittimo se collegato a specifiche esigenze probatorie: non è sufficiente la mera appartenenza a categorie di beni, ma va indicata la finalità (es. verificare la corrispondenza con elementi emersi da intercettazioni).
  • La documentazione (progetti, planimetrie) può essere sequestrata se inserita in un quadro indiziario che ne mostra la pertinenzialità rispetto ai reati ipotizzati; non è necessario che il sequestro abbia valore meramente esplorativo quando esistono indizi concreti che giustificano ulteriori approfondimenti.
  • In Cassazione non è consentito un libero riesame della motivazione: le censure sulla valutazione degli elementi probatori o sulla congruità della motivazione sono ammissibili solo se sussiste mancanza o mera apparenza della motivazione, altrimenti il ricorso può essere dichiarato inammissibile.
  • Ricorsi infondati o inammissibili possono comportare condanne alle spese processuali e sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle ammende quando emergano profili di colpa nella proposizione del ricorso.

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