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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18452/2022 del 10/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Un unico motivo di ricorso: vizio di motivazione manifestamente illogica e contraddittoria. Il ricorrente sosteneva che i fatti contestati non dimostrassero il dolo specifico necessario per la bancarotta fraudolenta distrattiva e che la sua condotta andasse riqualificata come bancarotta semplice (art. 217 L.F.). La difesa ha inoltre evidenziato la collaborazione del ricorrente con investigatori e curatore e ha fornito giustificazioni sulle movimentazioni di denaro (pagamenti a fornitori, prelievi per rimborsi a soci, compensi amministratore), nonché ha contestato la prova della dichiarazione fraudolenta legata all'utilizzo di fatture di soggetti cessati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il motivo generico e apodittico, privo di confronto con la motivazione della sentenza d'appello che aveva ricostruito documenti e risultanze istruttorie. La Corte d'Appello aveva: assolto l'imputato dalla bancarotta fraudolenta documentale; confermato la responsabilità per bancarotta fraudolenta distrattiva e per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture relative ad operazioni inesistenti (anni di imposta 2013 e 2014); irrogato la pena di 1 anno, 6 mesi e 20 giorni di reclusione per le residue imputazioni; rideterminato le pene accessorie fallimentari in 2 anni; la Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 217 legge fallimentare

    Riferimento alla fattispecie della bancarotta semplice; la Corte ha ritenuto che, alla luce degli elementi di fatto, non vi fossero elementi per riqualificare la condotta nella forma semplice perché sussistevano indicatori della fraudolenza distrattiva

  • art. 87 legge fallimentare

    Richiamata in relazione all'obbligo di verità del fallito e alla conseguente possibilità, in caso di mancata dimostrazione della destinazione dei beni, di ritenere soddisfatta la prova della distrazione; giustifica il cosiddetto 'spostamento' dell'onere probatorio sull'amministratore

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile

Massime di principio

  • La bancarotta fraudolenta per distrazione è reato a dolo generico: non è necessario che l'autore fosse consapevole dello stato di insolvenza della società né che avesse l'intento specifico di danneggiare i creditori; è sufficiente la volontà di destinare il patrimonio sociale a scopi diversi da quelli di garanzia
  • Gli indicatori probatori (prelievi ingiustificati, pagamenti non documentati, compensi non deliberati) possono legittimare la ricostruzione della distrazione anche in assenza di prova diretta del dolo specifico
  • In caso di contestazione di prelievi a titolo di compenso amministratore o rimborsi a soci, la mancanza di delibere o di documentazione rende il credito illiquido e favorisce l'integrazione della fattispecie di bancarotta fraudolenta per distrazione
  • L'onere di dimostrare la destinazione dei beni e la regolare tenuta della contabilità grava sull'amministratore quando manchino elementi giustificativi: mere affermazioni difensive e la collaborazione processuale non sono di per sé sufficienti se contrastate da indici documentali
  • Per ottenere la riqualificazione in bancarotta semplice occorre un'argomentazione precisa e confrontata con la motivazione del giudice d'appello: deduzioni generiche o apodittiche sul punto sono inammissibili in Cassazione
  • Presentare ricorso privo di ragionamento specifico e di confronto con le risultanze motivazionali dell'appello espone il ricorrente al rigetto per inammissibilità e a sanzioni economiche (spese e contributo alla Cassa delle ammende)

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