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Ordinanza

Ordinanza n. 3285/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l’annullamento - previa tutela cautelare – del diniego di visto di reingresso emesso dal Consolato Generale d'Italia a Casablanca.

Giustizia amministrativa202511234

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto di reingresso emesso dal Consolato Generale d'Italia a Casablanca

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di visto di reingresso, chiedendone l'annullamento previa tutela cautelare. In punto di fumus boni iuris, il giudice ha rilevato che il diniego era stato emesso inaudita altera parte, senza la cosiddetta intervista consolare, impedendo all'interessato di rappresentare i gravi e comprovati motivi di salute che avevano determinato il superamento del termine previsto per presentare l'istanza di rilascio del visto di reingresso. Quanto al periculum in mora, il ricorrente ha dedotto un pregiudizio derivante dall'esecuzione del diniego, ritenuto meritevole di apprezzamento all'esito del bilanciamento degli interessi nella fase cautelare.

La decisione

Il TAR ha accolto l'istanza cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., sospendendo il diniego di visto di reingresso e disponendo il riesame della posizione del ricorrente. La sede consolare di Casablanca, previo coordinamento con la Questura competente, dovrà valutare la documentazione e le argomentazioni dell'interessato e motivare adeguatamente, in contraddittorio con lo stesso, eventuali ragioni ostative al rilascio del visto entro quindici giorni dalla comunicazione dell'ordinanza, depositando l'esito del riesame entro la successiva camera di consiglio fissata per il 3 novembre 2026. La decisione è fondata sulla ritenuta sussistenza, in via sommaria, del fumus, per la mancata interlocuzione consolare su circostanze sanitarie potenzialmente giustificative del ritardo, e del periculum, per il pregiudizio derivante dall'esecuzione del diniego. Le spese della fase cautelare sono state rinviate alla decisione definitiva.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La tutela cautelare è stata concessa in presenza di una valutazione sommaria favorevole sul fumus boni iuris e sul periculum in mora, con sospensione dell'atto e disposizione del riesame da parte dell'amministrazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La norma è stata richiamata quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono state richiamate, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a sostegno dell'oscuramento dei dati identificativi della parte.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il diniego di visto di reingresso può essere sospeso quando sia stato adottato senza consentire all'interessato di rappresentare, mediante interlocuzione consolare, gravi e comprovati motivi di salute potenzialmente idonei a giustificare il superamento del termine per la presentazione dell'istanza.
  • Quando l'amministrazione debba riesaminare un diniego di visto di reingresso, il riesame deve comprendere la valutazione della documentazione e delle argomentazioni dell'interessato, il coordinamento con la Questura competente e una motivazione adeguata delle eventuali ragioni ostative, all'esito di un contraddittorio con l'interessato.
  • La sospensione cautelare di un diniego di visto può essere accompagnata dall'ordine all'amministrazione di concludere il riesame entro un termine stabilito e di depositarne l'esito nel giudizio, ferma la successiva valutazione di merito.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePartecipazione procedimentaleDifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

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