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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9966/2025 del 12/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza di rigetto dell'istanza di riesame relativa al sequestro preventivo di 76.510,00 euro. Il ricorrente deduceva carenza e manifesta illogicità della motivazione: il Tribunale non avrebbe considerato le giustificazioni sulla provenienza lecita del denaro (prestiti da amici/parenti e risparmi), avrebbe valorizzato elementi riferiti a terzi (fotografie trovate nel telefono della fidanzata) non utilizzabili a sostegno del sequestro e non avrebbe individuato la tipologia del delitto presupposto, limitandosi a sanzionare la mera disponibilità del denaro; inoltre si contestava la carenza di motivazione sul periculum in mora dato dalla fungibilità del denaro. La Corte ha ritenuto inammissibile sotto il profilo formale il motivo basato sulla "manifesta illogicità" ma ha accolto la censura relativa all'omessa/apparente motivazione in ordine al fumus del reato, rilevando che il provvedimento non individua elementi sufficienti a collegare la somma a una specifica fattispecie di reato e si limita ad affermazioni generiche e indiziarie.

La decisione

La Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza del Tribunale del riesame e il decreto del GIP del 09/09/2024, disponendo la restituzione immediata della somma sequestrata all'avente diritto. Ha inoltre ordinato la comunicazione al Procuratore generale ai sensi dell'art. 626 cod. proc. pen. L'annullamento si fonda sull'insufficienza della motivazione circa il delitto presupposto e sull'assenza di elementi che legassero concretamente il denaro a un'ipotesi di reato.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge; tale vizio comprende anche errores in iudicando/in procedendo e vizi della motivazione così gravi da rendere incomprensibile il percorso logico del giudice.

  • art. 626 cod. proc. pen.

    Disposizione procedurale che impone l'immediata comunicazione al Procuratore generale in sede a seguito di annullamento di provvedimenti decisori.

  • Giurisprudenza - Sez. U., n. 25932 del 29/05/2008

    Precisa che il vizio di violazione di legge include vizi della motivazione che rendono il provvedimento privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.

  • Giurisprudenza - Sez. 2, Sentenza n. 46773 del 23/11/2021

    Per la configurabilità del reato di riciclaggio è necessario individuare la tipologia del delitto presupposto; la mancata indicazione della fattispecie ostacola la configurabilità del fumus e può determinare l'annullamento del sequestro.

Massime di principio

  • In caso di sequestro preventivo di somme di denaro il giudice deve indicare, almeno per tipologia, il delitto presupposto che giustifica il vincolo: la mera disponibilità del denaro non è sufficiente.
  • La motivazione deve contenere elementi concreti che colleghino la somma a una specifica ipotesi di reato; indizi generici o riferimenti a terzi (es. fotografie su telefoni di altri) non bastano.
  • Se la motivazione è assente o meramente apparente circa il fumus del reato, la Cassazione può annullare il provvedimento e disporre la restituzione del denaro anche senza rinvio.
  • Il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali è limitato a violazioni di legge, ma i vizi della motivazione così radicali da rendere incomprensibile il ragionamento del giudice rientrano nel controllo di legittimità.
  • Per la difesa è utile documentare e produrre prove sulla provenienza lecita delle somme (contratti di prestito, dichiarazioni attestanti risparmi, ecc.) e contestare specificamente la mancanza di collegamento tra denaro e ipotesi di reato, oltre a chiedere la valutazione critica del periculum in mora quando la sola fungibilità viene utilizzata come argomento.

Testo integrale

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