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Cassazione Penale, Ordinanza n. 35189/2025 del 28/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (terza interessata)

La controversia

Nel procedimento penale a carico del marito della ricorrente era stato disposto un sequestro preventivo delle somme depositate su conti correnti bancari cointestati tra i due. La terza interessata aveva chiesto il dissequestro, sostenendo di essere estranea al procedimento e deducendo che il vincolo non potesse colpire somme riferibili anche a lei senza verificare la disponibilità in capo all'imputato. Dopo una prima iniziativa davanti al G.i.p., che aveva disposto accertamenti interlocutori, la ricorrente aveva sollecitato la decisione del Tribunale; quest'ultimo aveva ritenuto che l'istanza fosse già stata evasa e, comunque, l'aveva rigettata valorizzando il parere del pubblico ministero e l'invariata situazione cautelare. Con il ricorso si denunciavano mancanza di motivazione, inosservanza di norme processuali e omessa considerazione della posizione del terzo, nonché l'ampiezza indeterminata del sequestro e la necessità di disporre almeno il dissequestro del 50% delle somme.

La decisione

La Corte ha ritenuto che il gravame non fosse un ricorso per cassazione, ma dovesse essere qualificato come appello cautelare ex art. 322-bis c.p.p., trattandosi di provvedimento di diniego della revoca del sequestro preventivo. In applicazione del principio di favor impugnationis ex art. 568, comma 5, c.p.p., ha quindi disposto la conversione dell'impugnazione e la trasmissione degli atti al Tribunale di Chieti per l'ulteriore corso, senza esaminare nel merito i motivi relativi alla titolarità delle somme e alla legittimità del vincolo.

Norme richiamate

  • art. 322-bis c.p.p.

    il diniego di revoca del sequestro preventivo va impugnato con appello cautelare, non con ricorso per cassazione.

  • art. 568, comma 5, c.p.p.

    l'impugnazione è ammissibile indipendentemente dalla qualificazione a essa data dalla parte che l'ha proposta. Se l'impugnazione è proposta a un giudice incompetente questi trasmette gli atti al giudice competente

    il giudice deve verificare l'oggettiva impugnabilità e la volontà di impugnare, applicando il principio del favor impugnationis e trasmettendo gli atti al giudice competente.

  • art. 610, comma 5, c.p.p.

    richiamato per la trattazione in camera di consiglio senza presenza delle parti, in assenza di richiesta di discussione orale nei termini.

  • art. 611, comma 1-bis c.p.p.

    richiamato per la trattazione camerale del ricorso senza intervento delle parti.

Massime di principio

  • Avverso il provvedimento che nega la revoca o il dissequestro di un sequestro preventivo non è proponibile il ricorso per cassazione, ma l'appello cautelare ex art. 322-bis c.p.p.
  • Quando l'impugnazione è proposta con un mezzo diverso da quello previsto, il giudice non deve arrestarsi alla forma dell'atto, ma deve verificare se il provvedimento sia oggettivamente impugnabile e se dall'atto emerga una chiara volontà di sottoporlo a controllo giurisdizionale.
  • Il principio di favor impugnationis impone, in presenza dei presupposti, la conversione del mezzo di impugnazione erroneamente proposto e la trasmissione degli atti al giudice competente, anziché una declaratoria di inammissibilità per sola errata qualificazione.
  • Nel sistema delle impugnazioni cautelari, la disciplina del ricorso immediato per cassazione non è estensibile alle ordinanze cautelari, che seguono il diverso rimedio dell'appello cautelare.
  • La Corte di cassazione, rilevato l'errore sul mezzo di gravame, non esamina il merito delle censure relative alla legittimità del sequestro o alla titolarità dei beni, limitandosi alla corretta canalizzazione dell'impugnazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSequestroSequestro preventivo
RamiProcesso penaleMisure cautelari
IstitutiNe bis in idem

Testo integrale

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