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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30504/2025 del 10/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'Appello de L'Aquila con unico motivo: illogicità della motivazione della sentenza di appello. Il ricorrente contestava, in particolare, la valutazione della corte territoriale circa l'esistenza e la rilevanza dell'esposizione debitoria della "Adriatica Games srl" verso l'Erario al momento della compravendita e la qualificazione come distrazione delle somme entrate nel patrimonio della società fallita e poi trasferite ai soci della societa' acquirente attraverso bonifici disposti dal ricorrente.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile perché sorretto da motivi manifestamente infondati e generici. La Corte di Cassazione ha ritenuto che non sussistesse alcuna 'frattura logica' nella motivazione della Corte d'Appello, la quale aveva ricostruito coerentemente il meccanismo distrattivo: vendita dell'immobile da parte del sedicente Akins, versamenti tramite assegni confluiti nel patrimonio della fallita e immediati bonifici disposti da Falcone verso i coniugi Tumini-Spitilli e la Gold Games srl, con conseguente depauperamento patrimoniale pregiudizievole per i creditori (in primis l'Erario). La Corte ha osservato che, ai fini della bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione, è irrilevante la forma dell'atto negoziale, l'ammontare del credito erariale al momento della compravendita e l'eventuale assenza di un danno già concretamente realizzato; è sufficiente l'atto di depauperamento idoneo a creare pericolo per il soddisfacimento dei creditori. A seguito della dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e alla somma di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 606, co. 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Individua tra i motivi di ricorso per cassazione l' 'illogicità della motivazione'. La Corte precisa che il vizio è rilevante solo se la illogicità è 'manifesta', ossia quando vi è una evidente frattura logica tra premesse e deduzioni decisorie

  • art. 616 c.p.p.

    Autorizza la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di somme a favore della cassa delle ammende in caso di ricorso manifestamente infondato o inammissibile; la Corte lo ha applicato per comminare l'importo di euro 3.000,00

Massime di principio

  • Il vizio di illogicità della motivazione ai sensi dell'art. 606 c.p.p. è sindacabile in Cassazione solo se l'incongruenza è manifesta: devono essere evidenti la 'frattura logica' tra premesse e conclusioni.
  • La bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione si configura quando vi è un distacco di beni o somme dal patrimonio sociale con destinazione diversa dalla garanzia dei creditori, indipendentemente dalla forma negoziale adottata.
  • Per questo reato rileva il carattere di pericolo concreto del depauperamento: non è necessario che i creditori abbiano subito un danno già realizzato, né che l'agente fosse a conoscenza dello stato di insolvenza dell'impresa (dolo generico).
  • L'ammontare del credito dei creditori (es. esposizione verso l'Erario) al momento dell'operazione e la possibilità di recupero non sono di per sé ostativi alla configurabilità della distrazione, se l'operazione è idonea a diminuire la garanzia patrimoniale destinata ai creditori.
  • In sede di cassazione i motivi devono essere specifici e non generici: motivazioni generiche o manifestamente infondate comportano l'inammissibilità del ricorso e possono comportare condanne alle spese e ammende.
  • L'epoca del depauperamento può rilevare esclusivamente per valutare gli indici di fraudolenza (dolo), ma non impedisce di riconoscere la distrazione quando l'atto sia chiaramente identificabile come sottrazione patrimoniale.

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