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Sentenza

Sentenza n. 4913/2026 - Roma, Sezione 5Q

PER L'ANNULLAMENTO - PREVIA TUTELA CAUTELARE - a) di diniego del visto per lavoro subordinato n. 527 del 3/2/2023, Pratica n 20220009202, notificato il 10/2/2023. b) di ogni altro atto preordinato, presupposto, connesso o consequenziale al provvedimento impugnato.

Giustizia amministrativa202305731

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto per lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto per lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa tutela cautelare, nonché l'annullamento degli atti presupposti, connessi e consequenziali. Prima della camera di consiglio, il ricorrente ha depositato una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla decisione. Il Collegio ha ritenuto di non poter decidere il merito né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire, in applicazione del principio dispositivo in senso ampio, secondo cui il ricorrente può disporre dell'azione sino a quando la causa non sia trattenuta in decisione. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso, trattandosi del venir meno di una condizione dell'azione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale fondamento della tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

  • artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale, a sostegno dell'oscuramento delle generalità della parte.

Massime di principio

  • La dichiarazione espressa del ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse, resa prima che la causa sia trattenuta in decisione e in assenza di repliche o diverse richieste della controparte, impone al giudice amministrativo di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per venir meno dell'interesse a ricorrere.
  • Il principio dispositivo in senso ampio consente al ricorrente di disporre dell'azione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione; il giudice non può decidere il merito d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.
  • La pronuncia di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse è una decisione meramente processuale e non produce effetti conformativi o decisori al di fuori del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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