Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 569/2025 del 08/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza della Corte d'appello di Bari che aveva rigettato la domanda di equa riparazione per presunta ingiusta detenzione subita dal 20/06/2007 al 19/06/2008 nell'ambito di un procedimento per reati connessi al traffico di stupefacenti; il ricorrente era poi stato assolto dal Tribunale di Bari il 28/09/2017. Il ricorso per Cassazione denunciava vizio di motivazione (art. 606 c.1 lett. e) c.p.p.) e violazione di legge (art. 606 c.1 lett. b) c.p.p.) in relazione all'art. 314 c.p.p., sostenendo che i rapporti telefonici con lo zio Michele non dimostravano consapevolezza o colpa grave né potevano di per sé fondare una connessa esclusione dell'indennizzo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che l'ordinanza impugnata non abbia adeguatamente motivato il nesso di causalità tra i comportamenti del ricorrente (in particolare le intercettazioni con linguaggio criptico e i frequenti contatti con lo zio) e la misura cautelare, né abbia dimostrato che tali comportamenti integrassero una colpa grave idonea a generare l'apparenza del reato che giustificò la detenzione. La Corte ha richiamato i principi giurisprudenziali secondo cui il giudice della riparazione deve compiere una valutazione ex ante, autonoma e motivata, volta a stabilire se la condotta del richiedente abbia creato l'apparenza del reato con rapporto di causa-effetto rispetto alla detenzione. Per tali ragioni l'ordinanza di rigetto è stata annullata e la causa rinviata alla Corte d'appello di Bari per nuovo giudizio; la Corte d'appello dovrà anche regolare le spese per questo giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 314 c.p.p.

    Disciplina le ipotesi di esclusione del diritto all'indennizzo per ingiusta detenzione; la Corte richiede che, per escludere l'indennizzo, sia adeguatamente provato e motivato che la condotta del richiedente abbia avuto natura di dolo o di colpa grave tale da concorrere causalmente alla creazione dell'apparenza del reato che ha determinato la misura cautelare.

  • art. 606, comma 1, lett. b) e lett. e) c.p.p.

    Previsione dei motivi di ricorso per cassazione: lett. b) (violazione di norme per cui è prevista la pena) e lett. e) (vizio di motivazione). La Cassazione ha ritenuto fondato il motivo di vizio di motivazione e la violazione di legge in relazione all'errata applicazione dei criteri di valutazione previsti dall'art. 314 c.p.p.

Massime di principio

  • Il giudice della riparazione deve compiere una valutazione autonoma e motivata, 'ex ante', non per dire se la condotta costituisce reato ma per verificare se essa abbia creato l'apparenza di reato che ha determinato la detenzione, con un nesso di causa-effetto.
  • Non è sufficiente che esistano intercettazioni o contatti con soggetti indagati: occorre motivare in modo specifico e non equivoco perché tali elementi costituiscano comportamento gravemente colposo (o doloso) idoneo a far perdere il diritto all'indennizzo.
  • La semplice presenza di un linguaggio criptico o di indicazioni ambigue nelle conversazioni non prova automaticamente la consapevolezza dell'attività illecita; il giudice deve spiegare il passaggio logico che collega tali elementi all'apparenza del reato.
  • Il giudice della riparazione può utilizzare il materiale probatorio del giudice della cognizione, ma deve svolgere un'analisi autonoma; inoltre non può riaprire come provate circostanze che il giudice di merito ha espressamente escluso.
  • In casi analoghi, se la valutazione del nesso causale e della gravità della colpa è insufficiente o contraddittoria, la decisione di rigetto dell'indennizzo è annullabile e la causa verrà rimandata per un nuovo esame con motivazione adeguata.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.