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Cassazione Penale, Ordinanza n. 29263/2025 del 07/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di L'Aquila che, a fronte della condanna pronunciata in primo grado dal Tribunale di Avezzano, ha rideterminato la pena confermando nel resto la responsabilità per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Con il primo motivo ha dedotto violazione di legge penale e vizi di motivazione sull'affermazione di responsabilità per bancarotta per distrazione, sostenendo in sostanza che il quadro probatorio non consentisse di attribuirgli le somme prelevate dai conti correnti sociali come distratte. Con il secondo motivo ha denunciato violazione di legge e vizi motivazionali nella valutazione della prova, lamentando un travisamento del materiale istruttorio e chiedendo una diversa lettura degli elementi acquisiti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo, osservando che nei giudizi di merito l'imputato non aveva fornito alcuna prova della specifica destinazione delle somme prelevate dai conti correnti della società, elemento rilevante per escludere la distrazione. Ha dichiarato inammissibile il secondo motivo perché, sotto la veste del travisamento della prova, mirava in realtà a ottenere una rivalutazione del compendio istruttorio, attività preclusa al giudice di legittimità in assenza di una puntuale individuazione di specifici travisamenti delle emergenze processuali valorizzate dai giudici di merito. Ne è derivata la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 216 l.f.

    richiamato implicitamente attraverso i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale; la decisione conferma la responsabilità per distrazione di somme sociali in assenza di prova della loro specifica destinazione

  • art. 606 c.p.p.

    implicito riferimento ai motivi di ricorso per violazione di legge e vizi di motivazione, nonché ai limiti del sindacato di legittimità sulla prova e sul travisamento

  • art. 616 c.p.p.

    base della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • In tema di bancarotta per distrazione, la mancata prova della specifica destinazione delle somme prelevate dalle disponibilità sociali consente di ritenere integrata la distrazione, se gli elementi di merito non offrano una giustificazione alternativa attendibile delle movimentazioni.
  • Il motivo di ricorso che contesti la valutazione del compendio probatorio è inammissibile in cassazione quando, sotto la veste del vizio motivazionale o del travisamento della prova, chieda una nuova lettura del materiale istruttorio invece di individuare specifici travisamenti decisivi.
  • Il travisamento della prova è deducibile solo se viene indicato in modo puntuale l'errore percettivo o rappresentativo compiuto dal giudice di merito e il suo concreto rilievo decisivo; una censura meramente assertiva o rivalutativa non supera il vaglio di ammissibilità.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, ricorrendone i presupposti, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaImpugnazioni
RamiReati fallimentariProcesso penale
SottomaterieBancarotta patrimonialeBancarotta documentale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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