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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41348/2023 del 11/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. contro la decisione della Corte di Cassazione del 15/03/2022: il ricorrente deduce errore di fatto nella valutazione della titolarità della maggioranza delle quote della società COREDIL s.r.l., sostenendo che la qualità di socio di maggioranza è venuta in essere solo il 13/10/2008 (donazione dal padre) quando la società era già in liquidazione. Galasso sostiene che l'errata percezione della titolarità delle quote ha inciso decisivamente sull'attribuzione della qualità di amministratore di fatto e quindi sulla sua responsabilità penale per plurime condotte di bancarotta fraudolenta.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il rimedio ex art. 625-bis c.p.p. sia ammesso solo per errori di fatto incontrovertibili o per omissione dell'esame di motivo decisivo; nel caso concreto il presunto travisamento della data di acquisizione della maggioranza non era stato specificamente rappresentato alla Corte di legittimità nella precedente sede, dunque il vizio non poteva essere fatto valere in sede straordinaria. Inoltre, anche assumendo l'esistenza dell'errore di fatto, questo non era decisivo: la qualifica di amministratore di fatto era stata motivata sulla base di molteplici indicatori fattuali e testimonianze che evidenziavano una costante ingerenza gestionale anteriore all'assunzione formale delle cariche. Conseguentemente il rigetto è stato confermato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio straordinario trova applicazione limitatamente ai casi di 'sviamento' del giudizio determinato da errori di fatto incontrovertibili o da omissione dell'esame di motivo decisivo; richiede che l'errore percettivo sia decisivo ai fini della decisione impugnata.

  • Sez. U. n.16103 del 27.3.2002 (giurisprudenza)

    Precisa i limiti applicativi dell'art. 625-bis, indicando le ipotesi in cui il rimedio è idoneo a correggere errori di fatto (verità incontrovertibile esclusa o inesistenza supposta di fatto positivamente stabilito, o svista materiale sull'esame di motivo decisivo).

  • Sez. III n. 47316 del 1.6.2017 (giurisprudenza)

    Ribadisce il requisito della 'decisività' dell'errore percettivo sul percorso logico-giustificativo della decisione per ammettere il rimedio straordinario.

  • Sez. III n. 14509 del 31.1.2017 (giurisprudenza)

    Conferma che il travisamento della prova in sede di merito, se non dedotto espressamente in sede di legittimità, non può costituire oggetto del ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è un rimedio eccezionale: ammette la revisione solo per errori di fatto oggettivamente incontrovertibili o per omissioni dell'esame di motivi decisivi, non per semplici divergenze interpretative o valutazioni probatorie.
  • Per rendere ammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto è fondamentale che l'errore sia stato rappresentato e dedotto nella sede di legittimità; omissioni in quella fase precludono il rimedio straordinario.
  • Anche quando si rilevi un errore materiale su un fatto (es. data di acquisizione di quote), occorre valutare la 'decisività' dell'errore rispetto al convincimento del giudice: se la decisione si fonda su molteplici indici e testimonianze, la correzione del singolo dettaglio non muta l'esito.
  • Nel contestare la qualifica di amministratore di fatto e la responsabilità penale connessa, è necessario affrontare non solo la titolarità delle quote, ma l'insieme degli elementi indiziari (comportamenti gestionali, ingerenze, rappresentanza, periodo di compimento delle irregolarità) che possono provare l'effettiva gestione.
  • In sede difensiva, conservare e produrre documentazione certa e tempestiva (atto di donazione, visure societarie, scritture contabili) è essenziale, ma bisogna anche sollevare in cassazione i profili fattuali rilevanti per evitare l'inammissibilità di rimedi successivi.
  • La condanna alle spese è la conseguenza ordinaria del rigetto del ricorso straordinario quando non fondata.

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