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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10903/2023 del 14/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso censurava la sentenza della Corte di appello di Torino che aveva confermato la condanna per ricettazione della Fiat Panda e per possesso ingiustificato di attrezzi da scasso. Il difensore deduceva violazione dell'art. 627 c.p.p. per omessa rinnovazione dell'istruttoria con l'esame del testimone Dornetto, sostenendo che la Corte non aveva verificato la diversa versione resa dallo stesso e la compatibilità di tale versione con il fatto che Ilinschi fosse in possesso del recapito telefonico di Dornetto. In precedenza la Corte di Cassazione (sentenza rescindente n. 1718/2022) aveva annullato con rinvio chiedendo che si verificasse l'attendibilità di Dornetto e che, in ipotesi di nuovo esame, si rispettassero le garanzie di cui all'art. 94 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto che la Corte di appello, nel ruolo di giudice di rinvio, non abbia violato il principio di diritto affermato nella sentenza rescindente: ha motivatamente respinto la richiesta di rinnovazione dell'esame di Dornetto (considerando il notevole concorso di tempo dal fatto del 2012 e la possibilità per Dornetto, essendo indiziato di reato, di avvalersi della facoltà di non rispondere) e, comunque, ha dichiarato inattendibile la versione difensiva. La Corte ha confermato la valutazione complessiva della responsabilità dell'imputato basata sul possesso dell'auto rubata (ricevuta da soggetto non proprietario) e sul tentativo di fuga alla vista degli operanti, sintomatico della consapevolezza dell'illecita provenienza del mezzo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente per censurare l'omessa rinnovazione dell'istruttoria; la Corte ha ritenuto che non sussistesse violazione del principio affermato nella sentenza rescindente rispetto alla rinnovazione dell'esame del testimone.

  • art. 94 cod. proc. pen.

    Norma che tutela le garanzie del soggetto chiamato a deporre che rischi di autoincriminarsi (facoltà di non rispondere, necessità di informazione sulle garanzie); la Corte aveva indicato che, in caso di nuova audizione di Dornetto, dovevano essere rispettate tali garanzie.

  • art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18 dicembre 2020, n.176)

    Norma richiamata per la trattazione scritta del procedimento in Cassazione in assenza di richiesta di discussione orale; ha disciplinato la forma della trattazione nel presente giudizio.

Massime di principio

  • La Cassazione annulla e rinvia quando individua vizi logici o omissioni nella valutazione probatoria; al rinvio spetta al giudice di merito verificare e motivare in maniera adeguata le scelte istruttorie richieste.
  • La rinnovazione dell'esame di un testimone può essere rigettata se sussistono ragioni concrete (es. grave decorso del tempo, rischio che il testimone invochi la facoltà di non rispondere) e se la corte di merito fornisce motivazione non illogica sul valore probatorio complessivo.
  • Se il testimone indicato come possibile ricettatore è anche indiziato, vanno rispettate le garanzie previste dall'art. 94 c.p.p.; l'eventuale rifiuto del testimone a deporre non impedisce automaticamente la valutazione degli altri elementi probatori.
  • In casi di ricettazione, il possesso dell'oggetto rubato insieme a comportamenti diretti a eludere gli operanti (es. tentativo di fuga) possono essere valutati congiuntamente per desumere la consapevolezza dell'illecita provenienza del bene.
  • Per impugnare con successo una decisione per omissione di valutazione probatoria è utile dimostrare concretamente in che modo la prova richiesta sarebbe stata decisiva e che la sua mancata acquisizione ha alterato la valutazione complessiva dei fatti.

Testo integrale

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