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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25646/2025 del 11/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge e difetto di motivazione in ordine alla competenza territoriale: la difesa sosteneva che la detenzione e il trasporto dello stupefacente fossero fatti componenti di una unica detenzione "dinamica" (o un reato permanente) iniziata a Civitavecchia, perciò la competenza territoriale avrebbe dovuto essere individuata in Civitavecchia e non a Roma. Si eccepiva altresì che la Corte territoriale aveva erroneamente assunto come criterio l'ultimo luogo della condotta senza richiamare connessione teleologica o i criteri suppletivi dell'art. 9 c.p.p.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che, pur essendo stata inizialmente sollevata l'eccezione di incompetenza territoriale in sede di convalida, la parte non ha reiterato la questione prima di chiedere e ottenere il giudizio abbreviato nel giudizio direttissimo; la normativa (art. 438 c.p.p., comma 6-bis richiamato dall'art. 452 c.p.p., comma 2 e dall'art. 558 c.p.p., comma 8) preclude la rilevazione della competenza territoriale una volta esercitata l'opzione per il rito abbreviato. Perciò la questione è stata considerata preclusa e il ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile. È stata inoltre disposta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 4, d.P.R. n. 309/1990

    Norma penale sostanziale contestata (illecita detenzione di sostanze stupefacenti); la sentenza conferma la condanna per tale reato in base alle risultanze processuali.

  • art. 558, comma 8, cod. proc. pen.

    Stabilisce la possibilità, nel giudizio direttissimo dopo convalida dell'arresto, di richiedere il giudizio abbreviato; richiamato per spiegare la procedura seguita nel caso e il collegamento con l'applicazione dell'art. 452 c.p.p.

  • art. 452, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiama le disposizioni applicabili al rito abbreviato e dispone che, ove l'imputato chieda il rito abbreviato, il giudice ordina la prosecuzione del giudizio con quel rito; è stato utilizzato per richiamare il divieto di esaminare questioni di competenza per territorio dopo la trasformazione del rito.

  • art. 438, comma 6-bis, cod. proc. pen.

    Prevede che la richiesta di giudizio abbreviato sanatoria le nullità non assolute e preclude ogni questione sulla competenza per territorio (salvo nullità assolute e divieti probatori). La Corte ha ritenuto applicabile tale norma e quindi la preclusione della contestazione territoriale non reiterata prima della richiesta del rito.

  • art. 9, cod. proc. pen.

    Criteri suppletivi per la determinazione della competenza per territorio; citato dalla difesa come parametro che la Corte non avrebbe applicato esplicitamente, ma la Corte di legittimità ha ritenuto la questione preclusa per il rito abbreviato e quindi non esaminabile.

Massime di principio

  • Se si intende sollevare l'eccezione di incompetenza territoriale in casi di convalida e direttissimo, occorre chiederne la decisione prima di optare per il rito abbreviato: la richiesta del rito abbreviato preclude la successiva discussione della competenza territoriale (art. 438, comma 6-bis, richiamato da art. 452, comma 2).
  • La mera formulazione dell'eccezione nella fase di convalida non è sufficiente se non viene reiterata (o fatta decidere) prima della trasformazione del rito: la mancata riproposizione costituisce tacita rinuncia e rende inammissibile il reclamo in sede di legittimità.
  • Restano comunque impugnabili le nullità assolute e le questioni relative a divieti probatori: tali vizi non sono sanati dalla richiesta di rito abbreviato e possono essere fatti valere anche dopo la trasformazione del rito.
  • Sotto il profilo della competenza territoriale nei reati collegati (es. possesso iniziale vs deposito domiciliare), la giurisprudenza considera rilevante l'ultimo luogo di consumazione della condotta salvo che non sia dimostrato l'assorbimento della condotta successiva o la qualificazione del fatto come reato permanente; comunque, tale questione processuale va tempestivamente proposta se si vuole che sia esaminata.
  • In presenza di dubbio strategico tra contestare la competenza territoriale e chiedere subito il rito abbreviato, occorre valutare che l'opzione per il rito abbreviato comporta vantaggi processuali ma preclude alcune eccezioni preliminari: la scelta deve essere operata consapevolmente e, se rileva la competenza, chiedere la decisione sull'eccezione prima dell'opzione per il rito.

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