Cassazione Penale, Sentenza n. 35959/2022 del 23/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che rigettava la richiesta di revoca del sequestro preventivo della stazione di servizio di proprietà della PDF Srl. La ricorrente contestava: a) la mancata indicazione, da parte del tribunale del riesame, degli elementi oggettivi e soggettivi idonei a dimostrare la finalità elusiva dell'atto di affitto (cioè la fittizietà dell'affitto del ramo d'azienda); b) la mancata valutazione del fatto che la ricorrente aveva mantenuto la titolarità formale e sostanziale della società e dei beni; c) l'omessa considerazione delle giustificazioni sulle risorse economiche impiegate; d) l'infondatezza della contestata aggravante per agevolazione mafiosa; e) il mancato confronto con memorie e documenti difensivi e con il contenuto delle intercettazioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi ritenendoli infondati. Ha confermato che il tribunale del riesame ha adeguatamente motivato la fittizietà dell'affitto del distributore alla luce delle intercettazioni, dei files Excel rinvenuti sul pc di De Lorenzo, dei pagamenti in nero verso i Labate e della correlazione temporale tra l'interdittiva antimafia e l'operazione di affitto. La Corte ha richiamato il principio per cui l'appello contro ordinanze di cui all'art. 324 c.p.p. è limitato a censure di violazione di legge e che la carenza o l'inadeguatezza della motivazione integra violazione di legge solo se assoluta o priva dei minimi requisiti di coerenza e completezza. Ha altresì ribadito che il reato di attribuzione fittizia (trasferimento fraudolento di valori) si configura anche attraverso atti negoziali formali come l'affitto quando la sostanza dimostra la conservazione del controllo da parte del reale dominus; non è necessario dimostrare l'illiceità dell'origine delle risorse impiegate. In conclusione la decisione impugnata è stata dichiarata incensurabile e i ricorsi respinti.
Norme richiamate
Norma che disciplina le ordinanze in materia di sequestro preventivo; contro tali ordinanze il ricorso è ammesso nei modi stabiliti dall'ordinamento
Prevede che il ricorso contro le ordinanze ex art. 324 c.p.p. è ammesso solo per "violazione di legge"; limita l'esame in Cassazione alle questioni di diritto
Indica i motivi di ricorso in Cassazione tra cui gli "errores in iudicando" e "errores in procedendo", richiamati per delimitare l'ambito di sindacabilità del provvedimento impugnato
Massime di principio
- I ricorsi in Cassazione avverso ordinanze di riesame in materia di sequestro (art. 324 c.p.p.) sono ammissibili principalmente per violazione di legge: non è luogo per una nuova valutazione del merito probatorio salvo vizi giuridici evidenti.
- La carenza di motivazione costituisce violazione di legge solo quando la motivazione manca del tutto o è priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza; semplici critiche alla valutazione del giudice di merito non sono sufficienti.
- La forma negoziale (es. contratto di affitto del ramo d'azienda) può essere qualificata come "attribuzione fittizia" se la sostanza dimostra che il reale controllo e i vantaggi economici sono rimasti in capo ad altri: i giudici valutano la sostanza (controllo effettivo, flussi finanziari, autonomia gestionale) più della mera titolarità formale.
- Per l'integrazione del reato di trasferimento fraudolento di valori non è necessario provare l'illiceità dell'origine delle risorse impiegate: rileva la volontà e l'effetto elusivo rispetto alle misure di prevenzione patrimoniale.
- Elementi probatori utili per dimostrare la fittizietà: intercettazioni che evidenziano mancanza di autonomia gestionale, documentazione contabile che collega gestori e dominus, pagamenti in nero a terzi, tempistica degli atti rispetto a provvedimenti antimafia o misure preventive.
- La contestazione dell'aggravante per agevolazione mafiosa può essere fondata dalla dimostrazione che l'operazione ha consentito a esponenti di criminalità organizzata di mantenere il controllo economico e di sottrarre i beni al rischio di provvedimenti ablatori.
- Per la difesa è decisivo produrre elementi concreti che smentiscano la sostanziale disponibilità del bene da parte del presunto dominus (es. prova di autonomia gestionale, flussi finanziari giustificati, documentazione che corrobora l'effettiva separazione patrimoniale) e farli emergere nel merito già davanti al giudice di riesame.
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