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Ordinanza

Ordinanza n. 72/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sezione staccata di Latina (Sezione Prima) n. 00585/2025, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202509184

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio, sezione staccata di Latina, che aveva respinto il ricorso di primo grado; diniego fondato sulla mancata stipula del contratto di soggiorno

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante ha chiesto in via incidentale la sospensione dell'efficacia della sentenza di primo grado. Dalla motivazione emerge che l'appello contestava la rilevanza ostativa attribuita alla mancata stipula del contratto di soggiorno, sostenendo implicitamente l'abrogazione o la disapplicabilità della relativa disciplina ovvero la non imputabilità al richiedente dell'omessa stipula. Il Consiglio di Stato ha rilevato che non era stata dimostrata l'imputabilità della mancata stipula all'Amministrazione.

La decisione

In sede cautelare, il Consiglio di Stato ha ritenuto manifestamente privo di fondatezza il fumus boni iuris dell'appello, poiché le doglianze non sono riuscite a superare gli argomenti dettagliati della sentenza impugnata. In particolare, la mancata stipula del contratto di soggiorno è stata considerata elemento ostativo dirimente; la disciplina applicabile non risulta abrogata né disapplicabile e non è stata dimostrata l'imputabilità dell'omissione all'Amministrazione. È stata quindi respinta l'istanza di sospensione dell'efficacia della sentenza. È stata inoltre respinta l'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, presentata e non ancora esaminata dalla competente Commissione, per la manifesta infondatezza dell'appello cautelare. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare proposta in appello; l'istanza di sospensione è stata respinta per manifesta carenza di fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità dell'appellante e delle altre persone fisiche citate.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati personali.

Massime di principio

  • In sede cautelare d'appello, la sospensione della sentenza di primo grado può essere respinta quando, anche a una prima e sommaria delibazione, i motivi d'appello risultino manifestamente privi di fondatezza e non siano idonei a scalfire la motivazione della sentenza impugnata.
  • La mancata stipula del contratto di soggiorno costituisce elemento ostativo dirimente quando la disciplina applicabile la prevede come requisito e tale disciplina non risulti abrogata o disapplicabile.
  • L'affermazione che la mancata stipula del contratto di soggiorno non sia imputabile al richiedente non è sufficiente, ai fini cautelari, senza la dimostrazione che l'omissione sia imputabile all'Amministrazione.
  • La manifesta infondatezza dell'appello cautelare giustifica il rigetto dell'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, anche quando la relativa domanda non sia stata ancora esaminata dalla Commissione competente.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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