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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3608/2022 del 01/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di revoca della confisca di un immobile ubicato a Platì (contrada Remoto) intestato ad Anna Marando, originariamente confiscato ai sensi dell'art. 12-sexies decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, in relazione alla condanna irrevocabile di Pasquale Marando per il delitto di cui all'art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. La ricorrente deduceva: 1) carenza motivazionale dell'ordinanza nel ritenere l'intestazione fittizia e omessa valutazione della presunta legittima disponibilità; 2) inesistenza del nesso di derivazione del bene dal reato presupposto, atteso che la costruzione risalirebbe a epoca anteriore al reato; 3) sottovalutazione della documentazione previdenziale e della consulenza tecnica d'ufficio e di parte che, a suo avviso, dimostravano la capacità economica della ricorrente all'epoca dell'acquisizione.

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza. La Corte ha confermato che la revoca della confisca ex art. 12-sexies richiede l'emersione di elementi di novità processuale non preclusi dal divieto di ne bis in idem; nel caso di specie non sono stati prodotti elementi nuovi idonei a incidere sul giudicato alla base della confisca. Il Tribunale di Locri aveva già rigettato analoga richiesta (ordinanza 11/10/2018) e le prove e la consulenza prodotte non hanno fornito nuovi riscontri: la donazione relativa al terreno è posteriore al periodo contestato, la documentazione previdenziale non consente di quantificare i redditi necessari e la consulenza dell'arch. Zito si fonda su dichiarazioni della ricorrente già presenti negli atti. Perciò la diversa valutazione tecnica proposta equivale a mera rielaborazione di elementi già conosciuti e non costituisce nuova prova. Condanna della ricorrente alle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 12-sexies decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306

    I provvedimenti di confisca adottati ai sensi di questa norma possono essere revocati solo se emergono elementi di novità tali da dimostrare un vizio genetico del provvedimento ablatorio; non possono essere rimesse in discussione situazioni di fatto già coperte dal giudicato di condanna, salvo nuove prove sopravvenute o non precedentemente valutate.

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma penale che disciplina l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, rispetto alla quale è stata pronunciata la condanna che ha costituito il presupposto della confisca; il giudicato sulla condanna delimita gli accertamenti possibili in sede di revoca della confisca.

  • art. 2-ter legge 31 maggio 1975, n. 575

    Riferimento alla disciplina della confisca di prevenzione antimafia; la giurisprudenza ha ricondotto la disciplina della revoca delle confische ex art. 12-sexies a principi analoghi a quelli applicati alle confische di prevenzione, rilevando la necessità di novità probatorie per la revoca.

  • art. 7, comma secondo, L. 27 dicembre 1956 n. 1423

    Norma richiamata per il principio che la confisca di prevenzione viziata può essere revocata 'ex tunc' per riparare l'errore giudiziario; la Corte applica questo principio anche alle configuzioni di cui all'art. 12-sexies, subordinandone però la revoca a specifici requisiti probatori.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite e altre pronunce citate)

    Sez. U, n. 26654 del 27/03/2008; Sez. U, n. 57 del 19/12/2006; Sez. U, n. 29022 del 30/05/2001; Sez. 1, n. 27357 del 28/01/2021; Sez. 2, n. 25577 del 14/05/2009

    Linee interpretative consolidate: 1) la confisca per reati di tipo associativo può essere revocata se è affetta da vizio genetico e sussistono prove nuove idonee a riparare l'errore; 2) non sono 'nuove prove' semplici rivalutazioni tecnico-scientifiche di elementi già presenti negli atti; 3) le condizioni di legittimità rilevanti (provenienza dei beni, sproporzione rispetto al reddito) non sono riaperti se ormai coperti dal giudicato, salvo elementi nuovi e decisivi.

Massime di principio

  • La revoca della confisca disposta ex art. 12-sexies d.l. 306/1992 è ammessa solo se il ricorrente produce elementi di novità processuale non preclusi dal divieto di ne bis in idem; mere rielaborazioni o nuove valutazioni di prove già in atti non sono sufficienti.
  • Documenti o atti (es. donazioni, atti di acquisto) datati successivamente al periodo coperto dalla condanna non sono idonei a dimostrare l'assenza di nesso di derivazione del bene dal reato presupposto.
  • La prova della capacità economica del soggetto all'epoca dell'acquisizione richiede documentazione oggettiva e quantificabile (es. buste paga, certificazioni contributive dettagliate); produzioni generiche o dichiarazioni non corroborate hanno scarso valore probatorio.
  • La consulenza tecnica di parte che si fonda su dichiarazioni del interessato e su elementi già presenti nel fascicolo non integra di per sé una prova nuova: per essere rilevante deve basarsi su fatti o documenti non precedentemente valutati dal giudice.
  • Se una precedente richiesta di revoca è stata già respinta dal medesimo giudice, il ricorrente deve apportare elementi realmente nuovi e decisivi rispetto a quanto già esaminato, altrimenti il ricorso sarà dichiarato inammissibile o manifestamente infondato.
  • Il ricorrente rischia la condanna alle spese processuali e, nei casi di ricorso manifestamente infondato, anche il pagamento di somme a titolo di ammenda; è quindi consigliabile un'accurata verifica preventiva della novità e consistenza delle prove prima di proporre il gravame.

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