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Ordinanza

Ordinanza n. 1469/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento del Questore di Roma di rigetto dell'istanza di rilascio del titolo di viaggio per stranieri emesso in data 23/09/2025 e notificato alla ricorrente in data 02/12/2025, nonché per l'annullamento di ogni atto presupposto, consequenziale e/o comunque connesso a quello impugnato, nonché per l'accertamento dell'obbligo di provvedere in relazione alla medesima istanza, mediante il rilascio del documento di viaggio stesso in favore della ricorrente.

Giustizia amministrativa202601290

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del rilascio del titolo di viaggio per stranieri adottato dal Questore di Roma

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadina straniera)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento del Questore di Roma che ha respinto l'istanza di rilascio di un titolo di viaggio per stranieri, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, nonché l'annullamento degli atti connessi e l'accertamento dell'obbligo dell'Amministrazione di provvedere mediante il rilascio del documento. Nella fase cautelare il TAR ha rilevato, a un sommario esame, elementi di fondatezza del ricorso e il pericolo di un danno grave e irreparabile. In particolare, la ricorrente, titolare di protezione sussidiaria, ha prospettato sufficienti ragioni di pericolo che sconsigliano i contatti con le autorità diplomatiche del Paese di origine, necessari ai fini del rilascio del passaporto.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare ritenendo sussistenti sia il fumus boni iuris sia il periculum in mora. Ha considerato meritevole di approfondimento la posizione della titolare di protezione sussidiaria che adduca ragioni di pericolo tali da rendere sconsigliabili i contatti con le autorità diplomatiche del Paese di origine. Ne consegue l'obbligo dell'Amministrazione di procedere a un motivato riesame del diniego. Il provvedimento impugnato è stato sospeso ed è stata fissata la prosecuzione del giudizio alla camera di consiglio del 5 maggio 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale nel processo amministrativo; la domanda è stata accolta per la ritenuta sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare la ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Il diniego del titolo di viaggio a una persona titolare di protezione sussidiaria richiede una valutazione concreta e motivata delle ragioni di pericolo che possano rendere sconsigliabili i contatti con le autorità diplomatiche del Paese di origine ai fini del rilascio del passaporto.
  • Quando il titolare di protezione sussidiaria prospetta ragioni sufficienti di pericolo derivanti dai contatti con le autorità del Paese di origine, l'Amministrazione deve procedere a un motivato riesame del diniego di rilascio del titolo di viaggio.
  • In sede cautelare, la sospensione del diniego è giustificata quando, a un sommario esame, il ricorso presenta elementi di fondatezza e l'atto determina un pericolo di danno grave e irreparabile per il richiedente.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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