Cassazione Civile, Ordinanza n. 31317/2025 del 01/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (ricorrenti)
La controversia
La Corte è stata investita d'ufficio di una procedura di correzione di errore materiale relativa all'ordinanza n. 22848/2025. Dagli atti risultava che i ricorrenti del giudizio principale non erano solo la società, ma anche tre soci; tuttavia nell'intestazione dell'ordinanza corretta erano stati menzionati solo la società e non tutti i soggetti ricorrenti, con ulteriori omissioni e formule singolari al posto del plurale nel corpo del provvedimento. La procedura mirava quindi a rettificare l'intestazione e alcuni passaggi testuali, sostituendo le espressioni erronee con quelle corrette, in modo da riportare fedelmente i nominativi di tutti i ricorrenti e la loro pluralità.
La decisione
La Corte ha accolto la procedura di correzione dell'errore materiale e ha disposto la rettifica dell'ordinanza n. 22848/2025, integrando l'intestazione con i nomi dei tre soci ricorrenti e sostituendo nel testo tutte le espressioni al singolare con quelle al plurale, oltre a correggere un refuso materiale. Ha inoltre mandato la cancelleria per gli adempimenti di competenza ai sensi degli artt. 288, comma 2, ultimo inciso, c.p.c. e 196-quinquies, comma 5, disp. att. c.p.c.
Norme richiamate
richiamato come atto processuale presente nel fascicolo esaminato ai fini della correzione; nessuna specifica statuizione interpretativa
art. 288, comma 2, ultimo inciso, c.p.c.
indicato come base procedurale per la correzione dell'errore materiale
art. 196-quinquies, comma 5, disp. att. c.p.c.
richiamato per gli adempimenti di cancelleria conseguenti alla correzione
Massime di principio
- L'errore materiale in un provvedimento della Corte di cassazione può essere corretto anche d'ufficio quando dagli atti risulti in modo univoco il contenuto effettivo della volontà decisoria e l'errore sia meramente redazionale.
- La correzione dell'errore materiale è ammissibile quando l'omissione o l'inesattezza riguardi dati testuali, quali l'indicazione delle parti o la forma singolare/plurale, e la rettifica non alteri il contenuto sostanziale della decisione.
- Quando la correzione si fonda su un evidente lapsus calami, il giudice provvede a integrare il provvedimento con la formulazione esatta risultante dagli atti, senza necessità di nuovo giudizio sul merito.
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