Cassazione Civile, Sentenza n. 36457/2022 del 13/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della CTR che aveva riformato la decisione di primo grado e accolto l'Agenzia delle entrate: l'AE contestava a Fiora la mancata regolarizzazione IVA di fatture emesse da Europcar Italia senza imposta, sostenendo che non ricorrevano i requisiti per considerare l'operazione una triangolazione intracomunitaria esente (vendita a soggetto estero). In particolare si contestava che vi fossero due distinte cessioni con due fatture, che il trasporto non fosse imputabile alla prima cessione (e che fosse stato organizzato da Fiora) e che spese come la perizia fossero state sostenute da Fiora.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso di Fiora. Ha ritenuto infondato il primo motivo: alla luce della giurisprudenza comunitaria e della stessa Corte, quando vi sono due cessioni successive dei medesimi beni l'esenzione IVA per trasporto intracomunitario può essere imputata soltanto alla cessione alla quale si riferisce il trasporto; se il secondo trasferimento del potere di disporre del bene è intervenuto prima del trasporto, l'esenzione non può essere attribuita alla prima cessione. Nel caso concreto risultavano due distinte fatturazioni, per cui solo la seconda avrebbe potuto beneficiare dell'esenzione e non la prima che ha determinato la sanzione per omessa regolarizzazione. I secondi e terzi motivi (omessa pronuncia e mancato riconoscimento del cumulo giuridico) sono stati dichiarati inammissibili perché la questione del cumulo non era stata riproposta in appello; inoltre, anche se fosse stata proposta, il cumulo non sarebbe applicabile perché la violazione è sostanziale (incide su base imponibile e versamento) e non meramente formale. Condanna della ricorrente alle spese di giudizio e precisazione sulla eventuale maggiorazione del contributo unificato prevista dalla normativa.
Norme richiamate
art. 58, decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, conv. con modif. nella l. 29 ottobre 1993, n. 427
La Corte interpreta l'art. 58 nel senso che l'esenzione per cessioni con trasporto intracomunitario si applica solo alla cessione cui può essere legato il trasporto: se vi sono due cessioni successive dei medesimi beni, l'esenzione si applica soltanto all'ultima cessione che coincide con il trasporto effettivo.
art. 360, primo comma, n. 3 e n. 4, c.p.c. (motivi di cassazione)
Articola i motivi di impugnazione in cassazione richiamati dalla ricorrente; la Corte valuta l'adeguatezza e l'ammissibilità dei motivi ex art. 360, ritenendo infondato il motivo di diritto e inammissibili gli altri per mancata riproposizione in appello.
Richiamato nella contestazione di nullità della sentenza; la Corte valuta che non sussiste omessa pronuncia perché la questione del cumulo non era stata riproposta in appello.
art. 12, comma 1, d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472
Norma sul cumulo giuridico delle sanzioni tributari; la Corte rileva che il cumulo non trova applicazione quando la violazione è sostanziale e incide sulla determinazione della base imponibile e sul versamento del tributo.
art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, introdotto dall'art. 1, comma 17, legge 24 dicembre 2012, n. 228
Prevede le condizioni per il versamento del contributo unificato aggiuntivo in caso di rigetto del ricorso; la Corte dichiara sussistenti i presupposti per l'applicazione della norma in relazione alla natura e al momento del ricorso.
Massime di principio
- Quando sulle stesse merci sussistono due cessioni con due distinti titoli (due fatture), l'esenzione IVA per trasporto intracomunitario può riguardare soltanto la cessione alla quale è imputabile il trasporto: per ottenere l'esenzione occorre provare che il trasporto è imputabile a quella specifica cessione.
- Per qualificare un'operazione come triangolazione intracomunitaria non è sufficiente l'indicazione in fattura della destinazione all'esportazione: è necessario che sussistano i requisiti di legge e che il trasporto sia effettivamente riferibile alla cessione che si intende esentare.
- La prova dei fatti rilevanti (chi ha organizzato il trasporto, chi ha sostenuto le spese, momenti delle cessioni) è centrale: l'onere probatorio grava sul soggetto che invoca l'esenzione.
- Questioni non sollevate in appello si considerano disattese in cassazione per mancata riproposizione; pertanto è essenziale riproporre espressamente in appello tutte le censure che si intendono portare avanti.
- Il cumulo giuridico delle sanzioni ex d.lgs. n. 472/1997 non si applica alle violazioni che incidono sostanzialmente sulla determinazione della base imponibile e sul versamento del tributo; il carattere sostanziale della violazione esclude la rilevanza del cumulo limitato alle inottemperanze formali.
- In caso di esito negativo in cassazione il soccombente può essere condannato alle spese e soggetto agli ulteriori effetti processuali e tributari (es. contributo unificato aggiuntivo) previsti dalla normativa vigente.
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