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Ordinanza

Ordinanza n. 795/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, della Determinazione Dirigenziale Numero Repertorio CA/2344/2025, Numero protocollo CA/211188/2025 del 27.10.2025, adottata dal Municipio Roma I Centro - U.O. Amministrativa - E.Q. SUAP Ambito Centro Storico, notificata il 28.10.2025, con la quale veniva comunicato il diniego alla istanza Prot. n. CA/130034 del 02.08.2022 di nuova concessione per occupazione di suolo pubblico permanente a servizio dell'esercizio di somministrazione alimenti e bevande sito in Salita dei Borgia n. 2 – Roma; di tutti gli atti ad essa presupposti e conseguenziali, comunque connessi al predetto provvedimento impugnato in via principale, ovvero: - la Deliberazione Consiglio Comunale n.28 del 14.10.2011, P.M.O. Scheda n.103, nella parte in cui rappresenti una ragione ostativa all'istanza osp permanente presentata dalla ricorrente e risulti comunque lesiva dei relativi interessi e ragioni.

Giustizia amministrativa202600368

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di nuova concessione per occupazione permanente di suolo pubblico a servizio di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande, adottato dopo l'annullamento giurisdizionale di un precedente diniego

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (esercente commerciale)

Prevale il privato

La controversia

La società aveva presentato nel 2022 un'istanza per ottenere una nuova concessione di occupazione permanente di suolo pubblico. Un primo diniego municipale era stato annullato dal TAR per difetto di istruttoria e motivazione, poiché l'amministrazione si era limitata a richiamare pareri di altre strutture, senza verificare puntuali ragioni ostative, senza considerare le integrazioni documentali prodotte dalla società e senza tentare una composizione dei contrapposti interessi, anche mediante una soluzione parziale o diversa. In sede di riedizione del potere, il Municipio ha richiesto nuove valutazioni alla Sovrintendenza Capitolina, alla Sovrintendenza Archeologica e alla Polizia Locale, indicando la necessità di verificare la compatibilità dell'occupazione con una scalinata pubblica e una colonnina Telecom. La Sovrintendenza Capitolina ha espresso il proprio parere, mentre la Polizia Locale non si è pronunciata. La società ha impugnato il nuovo diniego, deducendo, secondo la valutazione cautelare del TAR, vizi di carenza di motivazione in parte analoghi a quelli già riscontrati nel precedente provvedimento annullato, nonché l'illegittimità degli atti presupposti e connessi, inclusa la deliberazione comunale richiamata in epigrafe.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso gli atti impugnati. In questa fase, caratterizzata da sommaria delibazione, ha ravvisato il fumus boni iuris, ritenendo che il nuovo diniego sembrasse riproporre vizi di carenza di motivazione in parte analoghi a quelli del precedente diniego già annullato. L'ordinanza non definisce il merito delle censure né accerta definitivamente l'illegittimità del diniego. La trattazione di merito è stata fissata per il 17 giugno 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; sulla base della sommaria delibazione prevista per questa fase, il TAR ha ritenuto sussistente il fumus di fondatezza e ha sospeso gli atti impugnati.

  • Deliberazione Consiglio Comunale n. 28 del 14.10.2011, P.M.O. Scheda n. 103

    È stata impugnata quale atto presupposto nella parte eventualmente ostativa all'istanza di occupazione permanente di suolo pubblico; l'ordinanza cautelare non ne esamina autonomamente la legittimità.

Massime di principio

  • Quando un’amministrazione riedita il potere dopo l’annullamento di un precedente diniego per difetto di istruttoria e motivazione, il nuovo provvedimento deve dare effettiva attuazione ai rilievi conformativi della sentenza, riesaminando puntualmente i fatti, le ragioni ostative e gli interessi coinvolti; la mera riproposizione di motivazioni analoghe può integrare fumus boni iuris ai fini della sospensione cautelare.
  • In materia di concessione di occupazione di suolo pubblico, il diniego deve indicare puntuali e concrete ragioni ostative e deve confrontarsi con le soluzioni alternative o parziali prospettate dall'interessato, quando la precedente pronuncia giurisdizionale abbia imposto una rinnovata ponderazione degli interessi.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoMotivazione del provvedimentoAutotutelaTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelare

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