Cassazione Penale, Sentenza n. 44174/2022 del 21/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso propone due motivi principali. 1) Violazione di legge e vizio di motivazione rispetto alla qualificazione di alcune condotte: in particolare si contesta che il fatto non possa rientrare nell'art. 640-ter c.p. (frode informatica) perché, secondo la difesa, non vi sarebbe stata una manipolazione del sistema informatico ma una mera alterazione della password/appropriazione della chiavetta O.T.P.; inoltre si chiede la riqualificazione della condotta contestata al capo 4) da tentata estorsione ad violenza privata (art. 610 c.p.) per assenza di finalità patrimoniale. 2) Vizio di motivazione e contraddittorietà: si censurano le incongruenze e l'attendibilità della persona offesa (doppie indicazioni di date, incertezza sulla sottrazione della chiavetta, dichiarazione di possesso della carta nonostante prelievi) e si sostiene che la prova non collegherebbe con certezza l'imputato ai bonifici e ai prelievi contestati.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha confermato che le sentenze di primo e secondo grado, saldandosi in una "doppia conforme", costituiscono un unico complesso motivazionale idoneo a sostenere le ricostruzioni di fatto. La Corte ha ritenuto corretta la qualificazione della condotta come furto aggravato (sottrazione della chiavetta O.T.P.), frode informatica aggravata ai sensi dell'art. 640-ter c.p. (uso della chiavetta per generare password e intervenire sul sistema di home banking, trasferendo Euro 14.501), tentata estorsione (minacce finalizzate a far desistere la persona offesa da iniziative volte a recuperare il denaro sottratto) e indebito utilizzo della carta di pagamento (art. 55 D.Lgs. 231/2007, ora art. 493-ter c.p.). La Corte ha ritenuto che le criticità difensive (imprecisione sulle date, dubbio sull'effettivo possesso della carta) non intaccano la prova complessiva, che include documentazione bancaria, collegamenti temporali e ammissioni dell'imputato; pertanto il rigetto del ricorso è stato confermato.
Norme richiamate
La Corte interpreta la frode informatica come reato che colpisce il sistema informatico stesso: l'uso indebito delle credenziali o di dispositivi O.T.P. per intervenire su un sistema di home banking integra l'art. 640-ter quando l'agente si introduce o manipola dati/informazioni del sistema per ottenere un vantaggio patrimoniale
La norma sulla violenza privata è stata evocata dalla difesa per riqualificare la condotta, ma la Corte ha ritenuto che le minacce fossero funzionali al mantenimento del vantaggio patrimoniale (recupero delle somme), giustificando la qualificazione come tentata estorsione
Combinato disposto applicato per configurare la tentata estorsione: le minacce e la condotta estorsiva erano volte a evitare l'azione giudiziaria e, soprattutto, a impedire il recupero patrimoniale da parte della persona offesa
art. 55 D.Lgs. 231/2007 (ora art. 493-ter cod. pen.)
Rilevato l'indebito utilizzo della carta di pagamento: la Corte conferma che l'uso non autorizzato della carta per prelievi/operazioni integra il relativo reato anche se non è chiarito tecnicamente come l'autore abbia materialmente agito, purché vi sia un solido collegamento documentale e indiziario
art. 494 cod. pen. (richiamato in giurisprudenza)
Citato in precedenti giurisprudenziali (concetto di appropriazione indebita/illecito patrimoniale) ma non direttamente applicato al caso; serve a chiarire i confini tra truffa, appropriazione indebita e frode informatica
Massime di principio
- La "doppia conforme" (motivazioni congruenti di primo e secondo grado) rafforza la tenuta della decisione in Cassazione: le valutazioni ampiamente motivate sui fatti difficilmente sono rimesse in discussione se i giudici di merito hanno adottato criteri omogenei
- Per contestare la corretta applicazione di una norma penale in Cassazione occorre dimostrare un errore di diritto rispetto alla fattispecie così come ricostruita dai giudici di merito; non è sufficiente chiedere una diversa valutazione delle prove
- L'uso indebito di credenziali o dispositivi O.T.P. può integrare la frode informatica anche se l'azione non ha richiesto una sofisticata manipolazione tecnica del sistema: è decisivo l'intervento sul funzionamento o l'uso del sistema per ottenere un vantaggio patrimoniale
- Le contraddizioni o l'imprecisione di una testimonianza non valgono automaticamente a escluderne l'attendibilità se esistono altri elementi probatori (documentazione bancaria, collegamenti temporali, ammissioni dell'imputato) che collegano il fatto all'imputato
- Nella distinzione tra tentata estorsione e violenza privata, è centrale l'elemento finalistico: se la condotta minacciosa è finalizzata a preservare o mantenere un vantaggio patrimoniale, è più correttamente inquadrabile come estorsione
- La prova dell'autore di operazioni bancarie può fondarsi su un insieme di elementi indiziari e documentali (movimenti su conti, coincidenze territoriali e temporali dei prelievi) anche in assenza di una ricostruzione tecnica completa del modo operativo
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