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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19601/2022 del 18/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso perché la Corte di appello di Potenza non ha motivato l'inammissibilità in modo congruo né ha esaminato le risultanze specifiche presentate come novum. La sentenza annulla senza rinvio l'ordinanza impugnata e dispone la trasmissione degli atti alla Corte di appello di Potenza in diversa composizione per nuovo giudizio, affinché sia compiuta la valutazione preliminare dovuta sulle prove nuove.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Erroi proponeva istanza di revisione della condanna per truffa (sentenza Corte d'appello di Lecce 26/10/2015). La Corte di appello di Potenza dichiarò inammissibile l'istanza ritenendola mera riproposizione di analoga richiesta già decisa dalla Corte di appello di Catanzaro e dalla Cassazione. Il ricorrente contestava che la nuova istanza non fosse reiterativa ma contenesse "novità" (la memoria difensiva del 30/12/2010 e relativi allegati collegati ai sequestri disposti nel dicembre 2010/gennaio 2011) non prese in considerazione dalla Corte territoriale.

Norme richiamate

  • art. 634 cod. proc. pen.

    Disciplina la fase preliminare del procedimento di revisione: la Corte di appello deve valutare la potenzialita' astratta del novum di incidere sul giudicato (valutazione ictu oculi), senza entrare nella fase processuale piena di rinnovazione probatoria.

  • artt. 529, 530, 531 cod. proc. pen.

    artt. 529, 530, 531 cod. proc. pen.

    Riferimento alle norme che disciplinano gli effetti di una diversa valutazione delle prove (in particolare l'ipotesi di proscioglimento): la Corte preliminare verifica se, se accertati, i nuovi elementi potrebbero condurre al proscioglimento ai sensi di tali articoli.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez.5, n.4645/2018 e altre pronunce citate)

    La giurisprudenza distingue la fase 'rescindente' (valutazione astratta del novum) dalla fase 'rescissoria' (giudizio nel contraddittorio). È confermato il dovere di motivazione della Corte nell'esaminare la specificità e la portata potenziale delle prove nuove.

Massime di principio

  • In un'istanza di revisione il giudice di primo esame (Corte di appello) deve compiere una valutazione preliminare astratta della idoneità del novum a 'scardinare' il giudicato; tale valutazione non richiede un riesame probatorio completo ma richiede motivazione specifica.
  • Non ogni nuova richiesta è automaticamente reiterativa: va specificato e documentato in che cosa consista effettivamente il novum rispetto a precedenti istanze; il giudice deve confrontare i contenuti delle diverse istanze e motivare la valutazione.
  • Se il giudice omette di esaminare documenti indicati come nuovi o formula una motivazione generica (es. 'reiterativa' senza confrontare i contenuti), la decisione è annullabile in Cassazione e l'atto viene rimesso per nuovo esame.
  • La differenza tra fase preliminare e fase rescissoria impone al difensore di illustrare chiaramente l'effetto potenziale delle prove nuove (perché, se accertate, potrebbero condurre al proscioglimento) e fornire documentazione immediatamente confrontabile con quanto già prodotto.
  • Quando si impugnano ordinanze di inammissibilità per reiterazione, è utile specificare cronologia e natura dei sequestri/atti o di qualsiasi atto che dimostri che il materiale è effettivamente nuovo o contiene elementi non precedentemente considerati.
  • Il rimedio pratico: allegare un indice comparativo che evidenzi le differenze tra la precedente istanza e quella corrente e chiedere espressamente la valutazione puntuale di ogni documento nuovo.

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