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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17837/2024 del 07/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza che ha rigettato il suo ricorso avverso la conferma in appello della condanna per plurimi reati in materia di stupefacenti. Denuncia due errori di fatto: (1) la Corte avrebbe erroneamente ritenuto che il G.U.P. avesse disposto la perizia fonica ai sensi dell'art. 441, comma 5, c.p.p. come atto necessario e non come strumento funzionale alla difesa; (2) la Corte d'appello e la Cassazione avrebbero illegittimamente valorizzato il rifiuto del CUOMO di rendere un saggio fonico, usando tale comportamento come elemento di prova residuale e complementare nonostante, secondo la difesa, mancassero "univoci elementi probatori d'accusa" a sostegno di tale valore.

La decisione

Il ricorso straordinario è dichiarato inammissibile. La Corte richiama il principio secondo cui, nel ricorso per errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., rileva solo l'errore decisivo che avrebbe determinato una pronunzia diversa. Il ricorrente non ha dimostrato la decisività di alcun errore di percezione nella valutazione del provvedimento che ha autorizzato la perizia. Quanto al rifiuto di sottoporsi al saggio fonico, la Corte ha ritenuto che i giudici di merito avessero adeguatamente motivato la correlazione tra le intercettazioni, il riconoscimento del timbro vocale dagli investigatori e le dichiarazioni del collaboratore Montella; quindi non sussistono vizi motivazionali. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 441, comma 5, cod. proc. pen.

    Disciplina il potere officioso del giudice di disporre accertamenti tecnici irripetibili (perizia fonica) quando siano indispensabili per l'accertamento dei fatti; va esercitato solo in presenza di assoluta indispensabilità dell'approfondimento istruttorio.

  • art. 625-bis, cod. proc. pen.

    Regola il ricorso straordinario per errore di fatto: può essere rilevato solo l'errore di fatto decisivo, ossia quello che, se non commesso, avrebbe condotto a una pronunzia diversa.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto è ammissibile solo se il ricorrente dimostra che l'errore sarebbe stato decisivo e avrebbe determinato un esito processuale differente; contestazioni meramente interpretative o motivazionali, senza prova della decisività, sono inammissibili.
  • La disposizione che autorizza il giudice a ordinare perizie foniche (art. 441, comma 5 c.p.p.) deve essere applicata solo quando l'accertamento tecnico sia realmente indispensabile per chiarire elementi essenziali del fatto; l'uso discrezionale della perizia non è di per sé motivo di annullamento se non è provata la sua incidenza decisiva sulla decisione.
  • Il rifiuto dell'imputato di fornire un saggio fonico può essere valutato come elemento residuale e complementare solo se esistono elementi probatori chiari e univoci che già sostengono l'accusa; non può sostituire né invertire l'onere della prova.
  • La valutazione delle intercettazioni e della loro attribuzione a una determinata persona può legittimamente fondarsi su un complesso di riscontri (confronti tra conversazioni, riconoscimenti investigativi, soprannomi/contesti, dichiarazioni di collaboratori) e non richiede che un singolo elemento sia decisivo se il quadro complessivo è coerente.
  • Nelle impugnazioni fondate su presunti vizi motivazionali la difesa deve indicare con precisione in che modo l'errore avrebbe modificato l'esito: argomentazioni generiche o ripetitive non sono sufficienti a superare il filtro di ammissibilità del ricorso straordinario.

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