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Cassazione Penale, Ordinanza n. 19507/2025 del 26/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte civile)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che, in doppia conforme, aveva confermato la sua responsabilità per due reati: pascolo abusivo e minaccia. Il primo motivo denunciava violazione di legge e difetto di motivazione in relazione al reato di cui all'art. 636 c.p., sostenendo che la condotta non sarebbe stata volontaria e contestando anche il numero degli animali coinvolti. Il secondo motivo contestava la conferma della responsabilità per il reato di minaccia, ritenendo inattendibili o comunque non decisive le dichiarazioni della persona offesa e lamentando altresì l'errata indicazione del nome di battesimo della p.o. Il terzo motivo proponeva una diversa lettura delle risultanze probatorie, negando il carattere intimidatorio della frase attribuita all'imputato. Il quarto motivo deduceva, in modo generico, una pretesa violazione del principio di correlazione tra contestazione e decisione. Era stata depositata anche memoria difensiva, ritenuta infondata dalla Corte.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondati o meramente reiterativi tutti i motivi: per il pascolo abusivo ha valorizzato la motivazione della Corte d'appello sulla volontarietà della condotta e sul materiale fotografico; per la minaccia ha richiamato la doppia conforme fondata sulle attendibili dichiarazioni della persona offesa; ha escluso rilievo all'errore nel nome di battesimo della p.o.; ha qualificato il terzo motivo come semplice sollecitazione a una diversa lettura delle prove non consentita in sede di legittimità; ha giudicato il quarto motivo generico e comunque infondato, escludendo violazioni del principio di correlazione tra fatto contestato e fatto ritenuto. Conseguentemente ha condannato il ricorrente alle spese processuali, al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese della parte civile costituita.

Norme richiamate

  • art. 636 c.p.

    La condotta di pascolo abusivo è stata ritenuta integrata in base alla volontarietà dell'azione accertata in fatto dai giudici di merito, e la censura di legittimità è stata ritenuta manifestamente infondata.

  • principio di correlazione tra fatto contestato e fatto ritenuto

    La Corte ha escluso che nel caso concreto vi fosse violazione del principio, ritenendo che il fatto ritenuto fosse coerente con quello contestato.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito trasformare il ricorso in una richiesta di rivalutazione del merito, mediante una diversa lettura delle prove già apprezzate in modo congruo dai giudici di merito.
  • Quando la sentenza impugnata è sorretta da motivazione puntuale e coerente, la censura per difetto di motivazione è inammissibile se si limita a riproporre argomenti già esaminati o a contrapporre una lettura alternativa dei medesimi elementi di prova.
  • Nel giudizio di cassazione, l'errore materiale o la non perfetta indicazione del nome della persona offesa non è di per sé decisivo se non incide sull'identificazione del soggetto e sulla tenuta complessiva dell'accertamento probatorio.
  • La contestazione sulla correlazione tra fatto contestato e fatto ritenuto deve essere specifica e non generica; è infondata quando il giudice di merito si sia mantenuto nel perimetro fattuale dell'imputazione.
  • La manifesta infondatezza o la mera reiterazione dei motivi comporta l'inammissibilità del ricorso e legittima la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieMinacce
RamiDelitti contro la persona

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