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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09316/2026 del 11/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato propone ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale che lo ha condannato per il porto di un coltello a scatto al di fuori della propria abitazione. Contesta in particolare il diniego della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo la riconoscibilità del beneficio in relazione alla concreta offensività della condotta. Deduce inoltre l'ingiustificato diniego delle circostanze attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p. e contesta la determinazione della pena pecuniaria sostitutiva in euro 30 al giorno.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretta e adeguatamente motivata la decisione del Tribunale sul diniego della particolare tenuità del fatto, valorizzando la potenzialità offensiva del coltello a scatto, il luogo di rinvenimento e le modalità di occultamento, nonché la prevalenza di tali elementi sul comportamento collaborativo dell'imputato. Ha altresì ritenuto immune da censure il diniego delle attenuanti generiche, fondato sui numerosi precedenti penali dell'imputato, e legittima la quantificazione della pena pecuniaria sostitutiva. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva della concreta offensività, secondo i criteri dell'art. 133 c.p.; il diniego può risultare anche implicitamente dalla qualificazione della condotta in termini incompatibili con la lieve offensività.

  • art. 62-bis c.p.

    Le attenuanti generiche possono essere negate valorizzando anche un solo elemento ritenuto prevalente tra quelli di cui all'art. 133 c.p., compresi i precedenti penali e i profili di personalità dell'imputato.

  • art. 133 c.p.

    Costituisce parametro di riferimento per la valutazione sia della particolare tenuità del fatto sia delle circostanze attenuanti generiche, con riguardo a modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno o del pericolo e personalità dell'agente.

  • Cassa delle ammende

    In caso di inammissibilità del ricorso, la Corte dispone la condanna al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende quando non risulti assente la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Nel giudizio sulla particolare tenuità del fatto il giudice di merito deve esprimere una motivazione complessiva, fondata sui criteri dell'art. 133 c.p., ma il diniego è validamente motivato anche in modo implicito quando la descrizione della condotta escluda la marginalità offensiva.
  • La valutazione della particolare tenuità del fatto può essere negativamente influenzata dalla potenzialità lesiva dell'oggetto portato, dal contesto ambientale in cui la condotta si inserisce e dalle modalità di occultamento che ne rendano pronta l'utilizzazione.
  • Il controllo di legittimità non consente una nuova valutazione del compendio istruttorio quando la motivazione del giudice di merito sia coerente e non manifestamente illogica.
  • Le circostanze attenuanti generiche possono essere negate sulla base anche di un solo elemento ritenuto prevalente tra quelli rilevanti ex art. 133 c.p., inclusi i precedenti penali e il vissuto dell'imputato.
  • La determinazione della pena pecuniaria sostitutiva è sindacabile in cassazione solo se manifestamente illogica o priva di adeguato supporto fattuale; la valutazione della concreta capacità economica dell'imputato può giustificare una misura appena superiore al minimo edittale.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàCircostanze del reatoPena e commisurazioneProcesso penale
RamiParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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