Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1645/2023 del 17/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di revoca del sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente di somme (polizza Cardif Vita ~999.000 euro e conto corrente ~114.545,34 euro) disposto per reati di evasione fiscale. Il ricorrente ha contestato la protrazione del sequestro per oltre nove/ dieci anni, denunciando violazione dell'art. 321 c.p.p. per durata irragionevole e motivazione apparente, l'assenza di accertamenti sulla provenienza dei capitali (deposizione dell'operante della GdF) e ha offerto garanzie alternative (fideiussione o ipoteca). Ha inoltre sollevato questione di incompatibilità costituzionale dell'art. 321 c.p.p. per la mancata previsione di un termine massimo di durata del sequestro.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata e disposto il rinvio al Tribunale per nuovo esame, rilevando che la motivazione sul mantenimento del sequestro era apparentemente insufficiente. La Corte ha richiamato i principi di proporzionalità, adeguatezza e gradualità applicabili anche alle misure reali e ha affermato che la durata anomala del vincolo impone una verifica aggiornata del periculum e della possibilità di misure meno invasive. In particolare la Corte ha ordinato di: valutare concretamente la composizione patrimoniale dell'imputato; accertare la sussistenza di fatti concreti o condotte idonee a giustificare il pericolo di dispersione; esaminare la proposta di sostituzione con garanzie reali o fideiussorie documentate; motivare adeguatamente l'impossibilità di misure alternative e non ritenere sufficiente la sola rinuncia alla prescrizione per giustificare una protrazione indefinita del sequestro.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla revoca del sequestro e alla censura per durata irragionevole; la Corte ha ritenuto che l'assenza di un termine di durata impone al giudice di motivare la proporzionalità e la necessità della misura nel tempo

  • art. 322-ter cod. proc. pen. / art. 12-bis d.lgs. 74/2000

    Norme richiamate come fondamento del sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente nei reati tributari; la Corte ne ha riconosciuto la natura obbligatoria della confisca ma ha sottolineato che ciò non esonera il giudice dalla valutazione della proporzionalità nel tempo

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Il criterio di proporzionalità, adeguatezza e gradualità previsto per le misure personali è esteso dalle Sezioni alla disciplina delle misure reali; il giudice deve valutare se esistono misure alternative meno invasive

  • art. 262 cod. proc. pen.

    Richiamato per differenziare la disciplina del sequestro probatorio (che ha limiti di durata) dal sequestro preventivo, ma la Corte evidenzia che l'assenza di un termine non esclude il dovere di verificare la proporzionalità nel tempo

  • art. 316 cod. proc. pen.

    Citato nei principi circa il sequestro conservativo e la nozione di insufficienza delle garanzie del credito, richiamati per valutare il periculum in mora e la possibilità di sostituzione della garanzia

  • art. 42 Cost.

    Richiamato dalla difesa in relazione all'incostituzionalità lamentata dell'art. 321 c.p.p.; la Corte ha fatto riferimento al bilanciamento tra tutela dell'erario e diritti costituzionali dell'imputato nel quadro del principio di proporzionalità

Massime di principio

  • Il principio di proporzionalità, adeguatezza e gradualità si applica anche alle misure cautelari reali e deve essere valutato non solo al momento dell'adozione del sequestro ma durante tutta la sua esecuzione.
  • La mera natura fungibile dei beni sequestrati (somma di denaro) non è di per sé sufficiente a giustificare la protrazione indefinita del sequestro: il giudice deve accertare la composizione patrimoniale e fornire elementi concreti sul rischio di dispersione.
  • La rinuncia alla prescrizione da parte dell'imputato non può automaticamente legittimare una durata illimitata del sequestro: non sostituisce l'obbligo del giudice di verificare la proporzionalità e le alternative meno invasive.
  • La richiesta di sostituzione del sequestro con garanzie (fideiussione, ipoteca su immobili) deve essere esaminata concretamente: la difesa dovrebbe produrre documentazione della situazione patrimoniale e dei beni indicati per consentire una valutazione ragionevole dell'adeguatezza delle garanzie.
  • Quando il sequestro si protrae per un lasso di tempo notevole, il giudice di merito deve motivare specificamente la permanenza del periculum, basandosi su fatti aggiornati e non su argomentazioni generiche o solo sulla natura del bene.
  • In situazioni analoghe è opportuno invocare e documentare misure alternative e richiedere un riesame periodico del vincolo per evitare una compressione eccessiva dei diritti costituzionali (proprietà, iniziativa economica) e per conformarsi anche a principi del diritto sovranazionale (Corte EDU).

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.