Cassazione Penale, Sentenza n. 5539/2022 del 16/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso contestava: 1) che le lesioni personali contestate fossero state illegittimamente considerate autonome rispetto al reato di resistenza a pubblico ufficiale e che dunque dovessero essere assorbite in quest'ultimo (contestazione della sussistenza del nesso teleologico tra lesioni e resistenza); 2) che non fosse configurabile l'aggravante teleologica ex art. 61 n. 2 cod. pen. in relazione al danneggiamento della cella, non potendosi ritenere che il distruggere la cella fosse finalizzato a procurarsi strumenti per commettere un ulteriore reato.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Quanto al primo motivo, la Corte ha ritenuto manifestamente infondato che le lesioni debbano essere assorbite dalla resistenza: la giurisprudenza consolidata distingue la minima violenza costituita da percosse (assorbita) dagli atti di violenza che eccedono e cagionano lesioni, i quali integrano reato autonomo e possono concorrere con la resistenza; se la violenza è posta in essere per resistere al pubblico ufficiale si realizza l'aggravante teleologica di cui all'art. 61 n. 2 cod. pen. Quanto al secondo motivo, la Corte ha ritenuto generica la riproposizione dell'argomento già deciso in appello e ha condiviso la valutazione che il danneggiamento della cella sia stato realizzato con la finalità di agevolare la condotta di resistenza. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende. Decisione resa il 23/11/2021.
Norme richiamate
Circostanza aggravante teleologica: applicabile quando la violenza che ha prodotto lesioni è stata posta in essere con la finalità di opporsi o indurre il pubblico ufficiale a omettere o non compiere atti d'ufficio, configurando un nesso finalistico tra reato- mezzo e reato-fine
art. 635 c.p., comma 1 e 2 n.1
Norma richiamata in relazione al danneggiamento della cella; interpretata dalla Corte come condotta idonea a costituire mezzo per perpetrare o agevolare la resistenza a pubblico ufficiale
Articolo richiamato tra i capi di imputazione; nel contesto processuale concerne il fatto di violenza o condotte dirette contro l'azione del pubblico ufficiale come contestato
artt. 582, 585, comma 1 c.p.; art. 576 nn. 1 e 5-bis c.p.
Norme relative alle lesioni personali e loro qualificazioni: la Corte conferma che quando la violenza eccede le percosse e provoca lesioni autonome, i reati concorrono e le lesioni possono essere aggravate dalla connessione teleologica
Massime di principio
- La resistenza a pubblico ufficiale assorbe soltanto la violenza minimale riconducibile a percosse; atti di violenza che arrecano lesioni personali costituiscono reato distinto e possono concorrere con la resistenza.
- L'aggravante teleologica ex art. 61 n. 2 c.p. si applica quando la condotta violenta che cagiona lesioni sia stata posta in essere con la finalità di opporsi o impedire l'azione del pubblico ufficiale (nexus finalis tra mezzo e fine).
- Il danneggiamento di strutture (es. cella) può essere valutato come mezzo funzionale alla commissione o al miglioramento della resistenza a pubblici ufficiali e quindi integra rilevanza ai fini dell'aggravante teleologica.
- In sede di ricorso per cassazione, i motivi devono essere specifici e non meri rinvii o riproposizioni generiche di argomentazioni già valutate in appello; la genericità può portare all'inammissibilità del ricorso.
- La giurisprudenza consolidata va richiamata per distinguere quando la condotta violenta costituisce semplice percosse assorbibili e quando invece integra lesioni autonome con possibile aggravamento teleologico.
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