Ordinanza n. 25/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, 1. Dell'Ordinanza n. 222 del 07/10/2025, notificata in data 08/10/2025, emessa dal Responsabile del Settore Edilizia Privata del Comune di Capri, avente ad oggetto "INGIUNZIONE ALLA DEMOLIZIONE DI OPERE EDILI ABUSIVE - ZIO CICCIO BAR SRL - RUSCIANO FRANCESCO - PROPRIETA' LOCALITÀ MARINA GRANDE" (Doc. 1), relativamente alle opere di cui ai punti 1 - 2 - 4 - 6 - 7 - 8 - 9; 2. Della Relazione di sopralluogo tecnico prot. n. 26450 del 15/09/2025, quale atto presupposto, istruttorio e parte integrante dell'ordinanza impugnata. 3. Di ogni altro atto presupposto, connesso, collegato e/o consequenziale, ancorché non conosciuto, ivi inclusa, per quanto di ragione, la comunicazione di avvio del procedimento per diffida alla prosecuzione di attività del 20/11/2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di ingiunzione alla demolizione di opere edilizie abusive, unitamente alla relazione di sopralluogo tecnico presupposta
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione, l'ordinanza comunale di demolizione limitatamente a varie opere, nonché la relazione tecnica di sopralluogo e gli ulteriori atti connessi. Dal testo emerge che le opere contestate comprendono una porzione di terrazzo praticabile antistante l'area bar, realizzata successivamente alla DIA in sanatoria, la trasformazione di aggrottamenti in locali commerciali e il prolungamento di una tettoia, opere ritenute rispettivamente prive di titolo legittimante o non coperte dal titolo esistente. I ricorrenti hanno chiesto la tutela cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a.; il Comune si è costituito in giudizio.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Quanto al fumus boni juris, ha rilevato che gli interventi edilizi contestati non risultano assistiti da titoli legittimanti, essendo in parte successivi alla DIA in sanatoria e in parte privi di titolo. Il Collegio ha inoltre escluso la sussistenza di un affidamento tutelabile derivante dalla tolleranza protratta nel tempo da parte dell'amministrazione, poiché in materia di abusi edilizi permane il dovere dell'amministrazione di ripristinare la legalità. Quanto al periculum in mora, ha ritenuto che il pregiudizio dedotto avesse natura meramente patrimoniale e fosse privo di attualità, anche perché non risultava ancora adottato un provvedimento definitivo di inibizione dell'attività commerciale. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
La sospensione cautelare presuppone la concorrente sussistenza del fumus boni juris e del periculum in mora; nel caso concreto entrambi sono stati ritenuti insussistenti.
DIA in sanatoria
Il titolo edilizio non copre gli interventi realizzati successivamente alla sua presentazione, né le opere prive di autonomo titolo legittimante.
Massime di principio
- La tutela cautelare contro un’ingiunzione di demolizione richiede la simultanea presenza di fumus boni juris e periculum in mora; la mancanza anche di uno solo dei presupposti impedisce la sospensione dell’atto.
- Non è configurabile un affidamento tutelabile nella conservazione di opere abusive per il solo fatto che esse siano state tollerate nel tempo dall’amministrazione, poiché questa resta tenuta al ripristino della legalità edilizia.
- Un intervento edilizio realizzato successivamente a una DIA in sanatoria non è coperto dal titolo preesistente; analogamente, le opere prive di titolo legittimante possono essere assoggettate alla demolizione.
- Il periculum cautelare non sussiste quando il pregiudizio dedotto è esclusivamente patrimoniale e non presenta carattere di attualità, in particolare se non è ancora stato adottato un provvedimento definitivo di inibizione dell’attività commerciale.
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