Ordinanza n. 47/2026 - Salerno, Sezione 2
per l'annullamento del silenzio serbato dall'Amministrazione alla richiesta di sollecito serbato alla richiesta dell’adozione del provvedimento ex art. 42 bis D.P.R. n. 327/2001, presentata dalla ricorrente in data 20.05.2024 e volta a sollecitare la definizione del procedimento finalizzato alla emanazione del decreto ex art. 42 bis D.P.R. 327/2001, scaturente dall’illegittima occupazione di fondo sito nel Comune di Montemiletto (censito catastalmente al fol. 15 p.lle nn. 962, 964, 966, 137 e 139).
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: istanze relative alla proroga, sostituzione e fissazione del termine di mandato del commissario ad acta nominato per l'esecuzione della sentenza n. 574/2025
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Nel contesto dell'esecuzione della sentenza n. 574/2025, il commissario ad acta nominato dal Prefetto di Avellino ha chiesto la proroga del termine di esecuzione. La proprietaria ha chiesto la sostituzione del commissario, ritenuto inerte sia rispetto all'obbligo del Comune di far cessare l'occupazione illecita sia rispetto all'obbligo di adottare un provvedimento conclusivo e definitivo sull'istanza volta all'adozione del provvedimento ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, nonché la fissazione di un termine certo, definitivo e perentorio per la conclusione del mandato e per la completa esecuzione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato inammissibili entrambe le istanze. La richiesta di proroga del commissario ad acta è inammissibile perché la sentenza n. 574/2025 non aveva stabilito alcun termine finale per l'esecuzione. La richiesta della proprietaria di sostituzione del commissario e di fissazione del termine avrebbe dovuto essere rivolta al Prefetto di Avellino, autorità che aveva delegato l'attuale commissario ad acta e che aveva fissato, o comunque poteva fissare, il termine di fine mandato. Sono state disposte le comunicazioni di segreteria.
Norme richiamate
art. 42-bis d.P.R. 327/2001
La disposizione è richiamata quale base normativa del procedimento volto a superare l'occupazione illegittima del fondo mediante l'adozione del relativo provvedimento amministrativo.
Massime di principio
- È inammissibile la richiesta di proroga formulata dal commissario ad acta quando il giudicato da eseguire non ha fissato alcun termine finale per l'esecuzione, poiché manca un termine giudiziale da prorogare.
- La richiesta di sostituzione del commissario ad acta o di fissazione del termine di conclusione del suo mandato deve essere rivolta all'autorità che lo ha nominato o delegato, quando a tale autorità spetta fissare il termine di fine mandato.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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