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Sentenza

Sentenza n. 6467/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento DEL DM DI RIGETTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA- K10/-OMISSIS--

Giustizia amministrativa201914994

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego ministeriale di concessione della cittadinanza italiana per asserita pericolosità per la sicurezza della Repubblica

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (richiedente cittadinanza)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale di rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana, motivato sulla base di una ritenuta pericolosità per la sicurezza della Repubblica. Nel corso del giudizio, il TAR aveva ordinato il deposito della relazione dei servizi di sicurezza posta a fondamento del diniego. L'Amministrazione ha successivamente preannunciato il riesame della posizione alla luce di nuovi elementi favorevoli e, prima dell'udienza camerale, ha depositato il decreto del Presidente della Repubblica del 29 dicembre 2025 con cui è stata conferita la cittadinanza italiana al ricorrente.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che il conferimento della cittadinanza italiana costituiva soddisfazione piena dell'interesse azionato mediante il ricorso contro il diniego. Non è stata quindi esaminata la legittimità originaria del provvedimento impugnato né la relazione dei servizi di sicurezza. Le spese sono state compensate per giusti motivi, in considerazione della delicatezza degli interessi coinvolti e del principio di precauzione che deve orientare l'azione amministrativa in materia di pericolosità per la sicurezza della Repubblica, senza discostarsi dalle valutazioni dei servizi di sicurezza disponibili al momento dell'esame della domanda.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La piena soddisfazione dell'interesse fatto valere mediante il ricorso, determinata dall'adozione sopravvenuta del provvedimento richiesto, conduce alla dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ricorrendone i presupposti, impone l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quali presupposti della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio instaurato contro un diniego amministrativo, l'amministrazione adotta il provvedimento richiesto dal ricorrente e tale provvedimento soddisfa integralmente l'interesse azionato, il giudice amministrativo deve dichiarare cessata la materia del contendere, senza esaminare nel merito la legittimità dell'atto originariamente impugnato.
  • Nella valutazione amministrativa della pericolosità per la sicurezza della Repubblica ai fini della concessione della cittadinanza, l'amministrazione deve considerare le valutazioni dei servizi di sicurezza disponibili al momento dell'esame della domanda e non può discostarsene; l'azione amministrativa è inoltre orientata dal principio di precauzione. Tale affermazione, operata ai fini della regolazione delle spese, non ha comportato l'esame nel merito del diniego originario.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interessePrincipi di precauzione e prevenzione

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