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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42055/2022 del 08/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma in appello delle condanne per più condotte di rapina (tentata e consumata) e di furto. Tre censure: 1) carenza degli elementi della tentata rapina contestata al capo 2) per difetto della minaccia; si sosteneva che la mera richiesta di denaro non fosse idonea a costituire minaccia; 2) errata qualificazione penalistica delle rapine contestate ai capi 3) e 9), che a detta del ricorrente sarebbero da inquadrare come furto "con strappo" perché la violenza sarebbe diretta alle cose e non alle persone; 3) vizio nella determinazione del trattamento sanzionatorio per non avere la Corte d'appello motivato adeguatamente gli aumenti per la continuazione (motivo proposto per la prima volta in cassazione).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i primi due motivi si riducessero a una richiesta di rivalutazione delle prove e fossero quindi non consentiti in sede di legittimità; la Corte d'appello aveva dato motivazione sufficiente circa la sussistenza della minaccia (isolare la vittima, tono aggressivo, episodio successivo con la frase riferita dall'offeso "mi ricordo che sei scappato") e aveva correttamente inquadrato le condotte come rapina. Il terzo motivo è stato ritenuto tardivo perché proposto per la prima volta in cassazione (frattura della catena devolutiva). Conseguentemente, ex art. 616 cod. proc. pen., il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Sentenza a motivazione semplificata.

Norme richiamate

  • D.L. n. 137 del 2020, art. 23 comma 8

    Il procedimento si è celebrato con contraddittorio scritto ai sensi della norma emergenziale che disciplina modalità semplificate di trattazione; indicazione formale sulla modalità processuale seguita

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Prevede che, in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso per cassazione, il ricorrente sia condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma a favore della Cassa delle ammende, determinata equitativamente (applicata qui con liquidazione di euro 3.000,00)

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 6, n. 13809 del 17/03/2015, Rv. 262965)

    Principio secondo cui il giudice di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione della prova e che non sono ammessi motivi che, in sostanza, chiedono la riconsiderazione del materiale probatorio già valutato correttamente dalla Corte territoriale

Massime di principio

  • In cassazione non sono ammessi motivi che si risolvano in una mera rivalutazione della prova o della motivazione di fatto operata dai giudici di merito; tali censure devono essere sollevate entro i gradi precedenti
  • La sussistenza della minaccia per la rapina può essere desunta anche da elementi contestuali (isolamento della vittima, tono aggressivo, minacce successive) e la valutazione di tali elementi è rimessa al giudice di merito; la Cassazione interviene solo se vi sono vizi logici o giuridici
  • La distinzione tra rapina e furto con strappo dipende dal carattere della violenza o della minaccia: se è diretta alla persona e idonea a intimidire, la fattispecie è rapina; se la violenza è meramente sulle cose e non produce intimidazione sulla persona, può trattarsi di furto con strappo
  • Non è possibile introdurre in cassazione nuovi motivi non già proposti nei precedenti gradi (frattura della catena devolutiva); tali eccezioni sono inammissibili e determinano il rigetto o l'inammissibilità del ricorso
  • La dichiarazione di inammissibilità comporta generalmente la condanna alle spese e a una somma a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; è quindi rilevante valutare attentamente l'ammissibilità dei motivi prima di proporre ricorso in Cassazione

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