Cassazione Penale, Sentenza n. 29175/2024 del 18/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di rigetto dell'istanza di sostituzione della custodia in carcere proposta il 14/11/2023. Il ricorrente deduceva inosservanza ed erronea applicazione degli artt. 299, 274, 275, 284, 125 c.p.p. e censurava la motivazione per mancanza, illogicità e contraddittorietà. Ha sostenuto l'esistenza di fatti nuovi e non valutati (trasferimento stabile in Abruzzo con nucleo familiare, assunzione con contratto a tempo indeterminato dal 02/04/2022, assenza di contatti con i sodali dal gennaio 2021, periodo di detenzione in Francia), utili a ritenere superata la presunzione di pericolo e ad ottenere la sostituzione della misura con arresti domiciliari e braccialetto elettronico.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la delimitazione del sindacato d'appello (art. 310 c.p.p.) e condivisibili le valutazioni del Tribunale circa la mancata prova di una effettiva dissociazione dal sodalizio. Il Tribunale d'appello aveva valorizzato elementi indicativi della persistenza dei legami (sostegno economico della famiglia da parte degli associati, comunicazioni tramite telefono anche in carcere, contatti della compagna con esponenti di rilievo del sodalizio, comportamento del ricorrente durante la detenzione) e l'elevato livello organizzativo e perdurante dell'associazione. Ha dunque ritenuto irrilevanti, o non sufficienti a ritenere sopravvenute esigenze che giustificassero la sostituzione, il trasferimento e l'attività lavorativa dichiarati. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali (art. 616 c.p.p.) e dispone trasmissione di copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94, c.1-ter disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
Regola la cognizione dell'appello cautelare: il sindacato è limitato ai punti della decisione impugnata e al thema decidendum; il giudice d'appello verifica la correttezza giuridica e la motivazione rispetto ai fatti nuovi dedotti.
Presunzione relativa di pericolosità per i delitti di associazione; la difesa deve fornire elementi concreti di dissociazione per superare la presunzione; il giudice valuta se gli elementi nuovi sono idonei a contrastare tale presunzione.
Richiamato dal ricorrente come norma procedurale di riferimento per i motivi d'impugnazione, ma la Corte non ha rilevato vizio applicativo specifico rispetto a tale articolo.
Norma richiamata nella censura sulle misure cautelari; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia correttamente valutato i presupposti e le esigenze cautelari previste da tale disciplina.
Norma menzionata nel ricorso (presupposti per la misura); la Corte ha confermato che non risultano sopravvenuti elementi idonei a modificarne l'applicazione.
Richiamata dal ricorrente in tema di motivazione e bilanciamento degli interessi; la Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale adeguata e non contraddittoria rispetto alle allegazioni.
art. 597, comma 1 cod. proc. pen.
Rilevato per il principio dell'effetto parzialmente devolutivo dell'impugnazione: l'appello cautelare devolve solo i punti indicati dall'impugnazione.
Norma richiamata per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Disposizione applicativa richiamata per trasmettere copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario per gli adempimenti connessi alla custodia.
Massime di principio
- In appello cautelare la cognizione è limitata ai motivi di gravame e al thema decidendum: non si può ampliare il sindacato oltre i punti impugnati.
- La mera produzione di elementi quali trasferimento di residenza o assunzione lavorativa non è automaticamente sufficiente a ottenere la sostituzione della custodia: occorre dimostrare con elementi concreti e attualizzati la cessazione dei rapporti e dell'affectio societatis.
- La difesa deve documentare la stabilità e l'attualità del percorso di dissociazione (es. prova di assenza di contatti con il sodalizio, indipendenza economica, assenza di supporto da parte di associati) per superare la presunzione di pericolosità prevista dall'art. 275 c.p.p.
- Il tribunale valuta il quadro complessivo (organizzazione del sodalizio, prove intercettive, comportamenti in detenzione, ruolo della compagna/familiari) e può ritenere irrilevanti 'novità' che non incidono sulle concrete esigenze cautelari.
- Proposte alternative di misura (arresti domiciliari con braccialetto elettronico) richiedono onere probatorio sulla concretezza del domicilio e sulla fattibilità tecnica e di controllo; tale verifica può essere determinante per l'accoglimento.
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