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Ordinanza

Ordinanza n. 86/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania (Sezione Quarta), n. 9/2026, resa tra le parti, pubblicata il 16 gennaio 2026, non notificata, pronunciata nel giudizio di primo grado n.r.g. 2754/2025;

Giustizia amministrativa202600229

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
CGARSOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Sicilia - Catania, Sez. IV, che aveva respinto la domanda di sospensione del diniego prefettizio al subentro di altro datore di lavoro

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il cittadino marocchino ha proposto appello cautelare contro l'ordinanza con cui il TAR aveva respinto la domanda di sospensione del provvedimento della Prefettura di Catania che aveva rigettato la richiesta di subentro di un altro datore di lavoro. L'interessato era entrato in Italia nell'ambito del decreto flussi, a seguito di nulla osta al lavoro subordinato rilasciato sulla base di un'istanza nominativa presentata da uno specifico datore di lavoro. La mancata assunzione era dipesa dall'indisponibilità successivamente manifestata da tale datore di lavoro. L'appello cautelare mirava alla riforma dell'ordinanza di rigetto e alla sospensione dell'efficacia del diniego prefettizio.

La decisione

Il CGARS ha respinto l'appello cautelare. Ha escluso il fumus boni iuris, ritenendo che, sebbene il lavoratore non fosse responsabile della mancata assunzione, egli non potesse ottenere sic et simpliciter il subentro di un altro datore di lavoro, poiché ciò avrebbe potuto eludere la disciplina nazionale di regolazione dei flussi di ingresso. Ha escluso anche il periculum in mora, osservando che l'interessato avrebbe potuto chiedere alla Prefettura il rilascio di un diverso titolo di soggiorno, qualora ne ricorressero i presupposti di legge. L'ordinanza cautelare del TAR è stata quindi confermata; le spese del giudizio d'appello sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare davanti al giudice amministrativo.

Massime di principio

  • L'ingresso di un lavoratore straniero nell'ambito del decreto flussi, fondato su un nulla osta e su un'istanza nominativa riferita a uno specifico datore di lavoro, non attribuisce automaticamente il diritto al subentro di un diverso datore di lavoro quando l'assunzione originaria non si perfezioni, anche se la mancata assunzione non sia imputabile al lavoratore: il subentro automatico può infatti eludere la disciplina nazionale di regolazione dei flussi.
  • Nel giudizio cautelare manca il fumus boni iuris quando la misura richiesta comporterebbe il riconoscimento automatico del subentro di un nuovo datore di lavoro non previsto dalla disciplina applicabile e suscettibile di aggirare il sistema di programmazione degli ingressi.
  • Non sussiste il periculum in mora derivante dal diniego di subentro lavorativo se l'interessato conserva la possibilità di chiedere un diverso titolo di soggiorno, subordinatamente alla verifica dei requisiti previsti dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
SottomaterieLegami familiari e radicamento
IstitutiTutela cautelarePrincipio di legalità e tipicità

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