Ordinanza n. 148/2026 - Torino, Sezione 3
per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, Del decreto prot. 2456/2025, relativo al provvedimento di rifiuto del permesso di soggiorno emesso dal Questore di Torino, in data 17.12.2025, notificato al ricorrente in data 26.01.2026;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di rilascio del permesso di soggiorno adottato dal Questore di Torino
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego di rilascio del permesso di soggiorno, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Il provvedimento negativo risultava fondato sulla mera mancanza del parere della Direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Il TAR ha rilevato, in sede cautelare, che non risultava che l’amministrazione si fosse attivata per richiedere il parere all’autorità competente. È stato inoltre dedotto, e ritenuto rilevante ai fini del fumus boni iuris, che la mera mancanza del parere, anche qualora richiesto, non legittima automaticamente il rigetto dell’istanza, dovendo l’amministrazione procedere a un’autonoma valutazione della sussistenza dei requisiti sostanziali per il rilascio del titolo. Il periculum in mora è stato ravvisato in relazione al rango costituzionale degli interessi sottesi alla richiesta del permesso di soggiorno.
La decisione
Il TAR ha accolto l’istanza cautelare e sospeso l’efficacia del diniego. Ha ordinato all’amministrazione di riesaminare l’istanza: in via prioritaria, previa richiesta del parere alle autorità competenti; qualora il parere non venga reso, previa autonoma valutazione, adeguatamente motivata, della sussistenza dei requisiti sostanziali per il rilascio del permesso di soggiorno. La decisione è fondata sul fumus boni iuris derivante sia dall’omessa attivazione dell’amministrazione per acquisire il parere, in violazione dei doveri di buona fede nel rapporto pubblicistico, sia dall’illegittimità dell’automatismo tra mancanza del parere e diniego. È stato riconosciuto il periculum in mora per la rilevanza costituzionale degli interessi coinvolti. La decisione sul merito è stata rinviata a udienza pubblica. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; sulla base di tale disposizione il TAR ha valutato la sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora.
Buona fede nel rapporto di diritto pubblico
Il dovere di buona fede impone all’amministrazione di attivarsi per acquisire il parere necessario e di salvaguardare, entro il limite dell’apprezzabile sacrificio, l’interesse del privato.
Massime di principio
- Nel procedimento per il rilascio di un permesso di soggiorno, l’amministrazione non può fondare il diniego sulla mera mancanza di un parere senza avere previamente dimostrato di essersi attivata per acquisirlo dall’autorità competente.
- La mera mancanza di un parere, anche quando il parere sia stato richiesto, non determina automaticamente il rigetto dell’istanza: l’amministrazione deve comunque svolgere un’autonoma valutazione sulla sussistenza dei requisiti sostanziali per il rilascio del titolo e deve motivare tale valutazione.
- Il dovere di buona fede opera anche nei rapporti di diritto pubblico e impone all’amministrazione di salvaguardare quanto più possibile l’interesse del privato, entro il limite dell’apprezzabile sacrificio, anche mediante l’acquisizione degli apporti istruttori necessari.
- In sede cautelare, il periculum in mora può essere ravvisato nella lesione o nel rischio di lesione di interessi di rango costituzionale connessi alla richiesta di un titolo di soggiorno.
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