Cassazione Penale, Sentenza n. 36887/2023 del 06/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha disposto il mantenimento del sequestro probatorio su una somma di denaro di circa 3.000 euro e su una carta di credito prepagata. La ricorrente deduce l'erronea applicazione della legge e vizio di motivazione, in quanto nei provvedimenti né del P.M. né del GIP è stata specificata la riconducibilità dei beni al reato contestato (art. 416-bis c.p.) e manca motivazione sulle finalità probatorie e sulla necessità del mantenimento del vincolo; si prospetta inoltre la probabile decorrenza dei termini delle indagini preliminari.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al GIP di Catanzaro. Ha motivato che il provvedimento impugnato non contiene alcuna motivazione espressa circa le finalità probatorie che giustificano il mantenimento del vincolo e non richiama precedenti provvedimenti a supporto (motivazione per relationem). Ha precisato che il mantenimento del vincolo di indisponibilità derivante da sequestro probatorio deve essere limitato al tempo strettamente necessario per gli accertamenti per i quali è stato disposto, richiamando orientamento consolidato della Corte.
Norme richiamate
La norma è il riferimento al delitto per cui la ricorrente è indagata; la Corte rileva che la mera indicazione del reato non basta a giustificare il sequestro probatorio senza motivazione sulla riconducibilità dei beni al fatto contestato
Giurisprudenza Corte di Cassazione, Sez. IV n. 3306 del 22.11.2012 (rv 255077)
Sez. IV n. 3306 del 22.11.2012, dep.2013, rv 255077
Ribadito il principio secondo cui il sequestro probatorio quale strumento finalizzato alla ricerca della prova deve essere limitato nel tempo allo stretto necessario per il compimento degli accertamenti, e pertanto il mantenimento del vincolo richiede motivazione specifica
Massime di principio
- Il sequestro probatorio richiede che il provvedimento indichi chiaramente la pertinenzialità dei beni rispetto al reato e le finalità probatorie che giustificano il vincolo
- Il giudice che mantiene il sequestro deve fornire motivazione espressa; non è sufficiente l'assenza di contestazione formale o il richiamo implicito ad atti precedenti (no motivazione per relationem)
- Il vincolo di indisponibilità derivante da sequestro probatorio va limitato al tempo strettamente necessario per le indagini: se questo termine è trascorso o non è dimostrata la necessità, la restituzione può essere disposta
- La richiesta di restituzione proposta nel corso delle indagini non esime l'autorità procedente dall'obbligo di motivare adeguatamente il mantenimento del sequestro
- Per beni di modico valore (es. somme contenute, carte prepagate), il Giudice deve valutare con particolare attenzione la pertinenzialità e la proporzionalità del vincolo rispetto all'obiettivo probatorio
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