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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21586/2025 del 09/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Magistrato di sorveglianza di Alessandria del 09/12/2024 nella parte in cui imponeva alla Procura di emettere l'ordine di esecuzione e di annotarlo, insieme al fine pena, sullo stato di esecuzione. Il ricorrente sosteneva che, a seguito della riforma (d.lgs. n.150/2022), la competenza per l'esecuzione delle sanzioni sostitutive (detenzione domiciliare e semilibertà) è esclusiva del magistrato di sorveglianza e che le norme non prevedono l'emissione né la comunicazione di un "ordine di esecuzione" al pubblico ministero né l'obbligo per la Procura di annotare il fine pena

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha dichiarato errata e abnorme, nella parte indicata, l'ordinanza del magistrato di sorveglianza: l'imposizione alla Procura di emettere un ordine di esecuzione e di annotare il fine pena è attività non prevista dall'ordinamento, in contrasto con gli artt. 661 c.p.p. e con le norme della legge n. 689/1981 e dalla disciplina introdotta dal d.lgs. n.150/2022. La Corte ha affermato che l'impulso all'esecuzione spetta al pubblico ministero limitatamente alla trasmissione della sentenza esecutiva al magistrato di sorveglianza, ma è quest'ultimo che provvede senza ritardo alle determinazioni esecutive e all'emissione dell'ordinanza che dà inizio all'esecuzione; l'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio per la parte contestata

Norme richiamate

  • art. 589-bis cod. pen.

    E' la norma del reato per cui Naimi è stato condannato (lesioni gravi o gravissime con morte come conseguenza se presente); qui usata solo per contestualizzare la condanna oggetto dell'esecuzione

  • art. 660 cod. proc. pen.

    Attribuisce al pubblico ministero l'iniziativa dell'esecuzione della sentenza, intesa come trasmissione dell'atto esecutivo al giudice competente per l'esecuzione

  • art. 661 cod. proc. pen.

    "il pubblico ministero trasmette la sentenza al magistrato di sorveglianza, che provvede senza ritardo ai sensi dell'articolo 62 della legge 24 novembre 1981 n. 689"

    Coordinato con la legge n. 689/1981, stabilisce che per le sanzioni sostitutive il PM invia la sentenza al magistrato di sorveglianza il quale ha la competenza esecutiva; non attribuisce al PM il compito di emettere un ordine di esecuzione né di annotare il fine pena

  • legge 24 novembre 1981 n. 689, art. 62

    "il pubblico ministero trasmette la sentenza che dispone una delle predette sanzioni sostitutive al magistrato di sorveglianza, e questi procede a norma dell'art. 678, comma 1-bis, del codice di procedura penale"

    Disciplina la trasmissione al magistrato di sorveglianza e la conseguente emissione dell'ordinanza esecutiva da parte del magistrato, la quale è immediatamente trasmessa agli organi di polizia e all'UEPE; implica che l'inizio dell'esecuzione si verifica con la consegna dell'ordinanza al condannato

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (cd. riforma Cartabia)

    Ha riformato il sistema delle sanzioni sostitutive conferendo al magistrato di sorveglianza competenze esecutive esclusive (salvo il lavoro di pubblica utilità), codificando l'attuale riparto di ruoli tra PM e magistrato di sorveglianza

  • art. 678, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    Richiamato dalla legge n.689/1981 come norma procedurale da seguire nel procedimento di esecuzione emesso dal magistrato di sorveglianza per le sanzioni sostitutive

  • art. 56 legge n. 689/1981

    Prevede l'ordinanza del magistrato con le prescrizioni esecutive per la sanzione sostitutiva, che è notificata al condannato e dà avvio all'esecuzione

  • art. 64 legge n. 689/1981

    "le prescrizioni imposte con l'ordinanza prevista dall'articolo 62" possono essere modificate dal magistrato di sorveglianza

    Attribuisce al magistrato di sorveglianza la competenza a modificare modalità e prescrizioni dell'ordinanza esecutiva, su istanza del condannato tramite UEPE

  • art. 66, 2° c., legge n. 689/1981

    "i soggetti competenti per il controllo ... informano ... il magistrato di sorveglianza"

    Stabilisce che il controllo e le segnalazioni di violazioni sono dirette al magistrato di sorveglianza, il quale procede autonomamente alle verifiche e alle eventuali revoche

  • art. 68, 3° c., legge n. 689/1981

    "il giudice ovvero il magistrato di sorveglianza determinano la durata residua della pena sostitutiva e trasmettono il provvedimento al direttore dell'istituto in cui si trova il condannato"

    Attribuisce al magistrato (o al giudice) la determinazione della pena residua in caso di sospensione e l'obbligo di trasmettere il provvedimento al direttore dell'istituto; conferma l'esclusività del ruolo esecutivo del magistrato di sorveglianza

  • art. 666 cod. proc. pen.

    Richiamato come procedura applicabile alla revoca della sanzione sostitutiva da parte del magistrato di sorveglianza

  • art. 100 D.P.R. n. 230/2000

    Richiamato nel ricorso del PM come norma diversa che prevedeva comunicazioni al PM in ipotesi specifiche (detenzione domiciliare quale alternativa al carcere), ma distinta dall'attuale disciplina delle sanzioni sostitutive

  • sentenza Sez. 1, n. 9282/2024 (Rv. 285915)

    "l'impulso avente ad oggetto l'avvio dell'esecuzione … è affidato ... al pubblico ministero ... E' poi il magistrato di sorveglianza a dover provvedere 'senza ritardo' al compimento delle attività disciplinate dall'art. 62 cit.'"

    Giurisprudenza citata dalla Corte che conferma l'interpretazione secondo cui il PM trasmette la sentenza e il magistrato di sorveglianza svolge le attività esecutive senza coinvolgimento ulteriore del PM

  • Sez. U, n. 25957 del 26/03/2009 (Toni, Rv. 243590)

    "l'atto abnorme … può essere sottoposto a ricorso immediato per cassazione per la sua eccentricità"

    Principio di diritto sulla ammissibilità del ricorso per cassazione avverso atti abnormi non altrimenti impugnabili; la Corte lo applica per valutare l'ammissibilità del ricorso del PM

  • art. 111, comma 2 Cost.

    Richiamato per il principio della ragionevole durata del processo: la stasi determinata da un atto abnorme è lesiva di tale garanzia e giustifica la tutela mediante ricorso

Massime di principio

  • Dopo la riforma (d.lgs. n.150/2022) l'iniziativa d'esecuzione della sentenza da parte del pubblico ministero si limita alla trasmissione della sentenza esecutiva al magistrato di sorveglianza; da quel momento le determinazioni esecutive spettano esclusivamente al magistrato di sorveglianza.
  • Il magistrato di sorveglianza emette l'ordinanza esecutiva (ai sensi dell'art. 62 l. 689/1981) che, consegnata al condannato e trasmessa agli organi di polizia e all'UEPE, dà inizio effettivo all'esecuzione della sanzione sostitutiva; non è previsto un "ordine di esecuzione" da parte della Procura in tali ipotesi.
  • Il pubblico ministero non è competente né in grado di determinare e annotare il "fine pena" per le sanzioni sostitutive, perché ignora il momento di inizio dell'esecuzione che dipende dalla consegna dell'ordinanza al condannato da parte del magistrato di sorveglianza.
  • Se un provvedimento giudiziale impone ad altro organo un atto non previsto dall'ordinamento o determina la stasi dell'esecuzione, può essere considerato abnorme e quindi impugnabile in cassazione anche quando non sia previsto un rimedio specifico.
  • Nelle situazioni analoghe, occorre verificare il testo normativo e il coordinamento tra codice di procedura penale e legge n. 689/1981: ogni ordine o obbligo imposto a soggetti diversi da quelli espressamente previsti dalla norma può essere annullato per contrasto con la competenza normativa e per abnormità funzionale.

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