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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14492/2023 del 05/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna per violazione di legge la mancata regressione del fascicolo al GIP: sostiene che, dopo che il GIP aveva disposto il giudizio immediato e il rinvio a giudizio davanti al giudice monocratico, il giudice monocratico ha trasmesso gli atti al collegio senza restituirli al GIP, con la conseguente violazione delle regole sulla attribuzione della competenza (monocratico vs collegiale).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, in caso di erronea attribuzione della competenza tra giudice monocratico e collegiale, la regola sia la trasmissione degli atti al giudice effettivamente competente senza regressione di fase al pubblico ministero o al GIP, salvo che la restituzione sia necessaria per assicurare la garanzia dell'udienza preliminare. Ha inoltre precisato che la decisione del GIP che dispone il giudizio immediato è endoprocessuale e non revocabile nelle stesse modalità, e che nel caso di specie non è stata dimostrata una valutazione errata della richiesta di giudizio immediato. Perciò il ricorso è inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 23, co. 8, D.L. 28/10/2020 n.137 (conv. L. 18/12/2020 n.176)

    Richiamata come base procedurale per la trattazione del ricorso con contraddittorio scritto e modalità telematiche; utilizzata per giustificare la forma di trattazione adottata.

  • art. 33-septies, comma 2, c.p.p.

    Interpretato nel senso che il giudice monocratico che rilevi incompetenza per materia rispetto al collegio deve trasmettere gli atti al giudice competente senza automatica regressione al pubblico ministero, salvo che la restituzione risponda alla finalità di garantire l'udienza preliminare all'imputato.

  • art. 616 c.p.p.

    Richiamato per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma da versare alla Cassa delle Ammende, valutati i profili di colpa del ricorso.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 6 n.31758/2006; Sez. U n.29316/2015; Sez. 6 n.7482/2017; Sez. 2 n.33712/2017; Sez.6 n.18193/2018)

    Fornisce i precedenti che consolidano il principio per cui l'erronea attribuzione di competenza impone la trasmissione al giudice competente senza regressione, e che la decisione del GIP di disporre il giudizio immediato esaurisce le valutazioni preliminari e non è sindacabile come causa di restituzione degli atti, salvo esigenze specifiche.

Massime di principio

  • Se un giudice monocratico si accorge che il procedimento appartiene alla competenza del collegio, normalmente deve trasmettere gli atti al giudice competente senza rimandare il fascicolo al pubblico ministero o al GIP.
  • La disposizione del GIP che dispone il giudizio immediato ha natura endoprocessuale: esaurisce le valutazioni preliminari e non comporta, di regola, la restituzione degli atti se successivamente emerge una diversa attribuzione di competenza.
  • La restituzione degli atti al GIP o al pubblico ministero è prevista solo se necessaria per assicurare la garanzia dell'udienza preliminare all'imputato che ne sia rimasto privo per un'erronea valutazione.
  • In cassazione, i motivi che vertono esclusivamente su questioni di non regressione del fascicolo per errata attribuzione di competenza sono spesso ritenuti infondati quando la giurisprudenza consolidata già autorizza la trasmissione senza regressione.
  • Presentare ricorsi manifestamente infondati in materia processuale può comportare sanzioni pecuniarie (spese e contributi alla Cassa delle Ammende).

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