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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38634/2024 del 21/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l\'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per i reati di detenzione di armi e ricettazione. Due motivi principali: 1) presunta illogicità della motivazione sul pericolo di reiterazione, poichè il precedente richiamato sarebbe relativo al possesso di un coltellino svizzero e quindi irrilevante; 2) mancata motivazione sul rigetto della richiesta di sostituzione della misura con arresti domiciliari in altro comune (il ricorrente sosteneva di aver proposto, oltre agli arresti domiciliari presso il cognato, anche la misura sostitutiva in altro Comune e denunciava il silenzio del Tribunale su tale richiesta, con conseguente carenza di valutazione di proporzionalità della misura).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati entrambi i motivi: sul primo, ha confermato che il pericolo di reiterazione può essere valutato anche sulla base delle modalità della condotta (numero di armi e munizioni, modalità di custodia, diversificazione dei nascondigli, condotta al momento del controllo e carichi pendenti), per cui il precedente relativo a un coltellino svizzero è marginale e non incide sulla decisione; sul secondo, il Collegio ha osservato che non risulta allegato nel ricorso alcun dato testuale che provi l\'avanzamento della richiesta di arresti domiciliari in altro comune e, comunque, il Tribunale ha valutato in termini generali l\'idoneità degli arresti domiciliari affermando che "la condotta in contestazione si presta ad essere perpetrata all\'interno di qualsiasi abitazione", sufficiente a motivare il rigetto anche della richiesta subordinata. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e disposta la comunicazione ai sensi dell\'art. 94 co. 1-ter disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • legge n. 47 del 2015

    Richiamata per sottolineare che le modifiche al regime di adozione e mantenimento delle misure cautelari impongono di valutare il pericolo di reiterazione anche in base alle modalità della condotta; la Corte ritiene congruo fondare la misura sulle circostanze concrete del fatto oltre che sui precedenti.

  • art. 94 co. 1-ter disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per gli adempimenti relativi allo stato detentivo del ricorrente; il provvedimento dispone la comunicazione prevista per chi è in custodia.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (sentenze citate nel provvedimento)

    Sez. VI penale, 24 agosto 2006, n. 29405; Sez. 3 del 14 gennaio 2016, n. 1166; Sez. 3, Sentenza n. 24123 del 21/07/2016 (dep. 16/05/2017) Rv. 270509; Sez. 5, n. 5644 del 25/09/2014, Rv. 264212; Sez. 1, n. 20030 del 18/01/2024 Rv. 286492; conf. n. 8411 del 1992, Rv. 191487-01

    La Corte richiama consolidati principi di legittimità: il pericolo di reiterazione può desumersi dalle modalità del fatto e da elementi della personalità anche in assenza di precedenti penali significativi; la motivazione deve essere valutata nel suo complesso e può emergere anche per rinvio implicito ad altri punti del provvedimento.

  • testuale motivazione del Tribunale

    "la condotta in contestazione si presta ad essere perpetrata all'interno di qualsiasi abitazione"

    Il Tribunale ha ritenuto che gli arresti domiciliari non siano idonei a prevenire il rischio di reiterazione poichè le modalità del reato consentirebbero la ripetizione anche in ambiente domiciliare; ciò giustifica il rigetto della richiesta sostitutiva, anche se formulata in subordine per altro comune.

Massime di principio

  • Il pericolo di reiterazione non dipende solo da precedenti penali: le modalità concrete del fatto (es. numero di armi, modalità di custodia, diversificazione dei nascondigli) sono elementi decisivi e possono da sole fondare la custodia cautelare.
  • Un precedente lieve o di scarso rilievo (es. possesso di un coltellino svizzero) non annulla automaticamente la fondatezza di una misura cautelare se esistono elementi contemporanei e gravi che indicano pericolosità.
  • Perché un Tribunale sia censurabile per omesso esame di una richiesta subordinata, il ricorrente deve dimostrare con riferimenti testuali che la richiesta è stata effettivamente presentata in sede di riesame; l\'onere di allegazione è dell\'appellante.
  • La valutazione sulla congruità degli arresti domiciliari può essere espressa in termini generali: se il giudice motiva che l\'illecito può essere agevolmente reiterato anche in ambito domestico, tale argomentazione può bastare a rigettare soluzioni sostitutive, anche se proposte in subordine e per altro comune.
  • In impugnazioni contro provvedimenti cautelari, la critica alla motivazione deve essere complessiva e non frammentaria: i singoli rilievi marginali, se non incidono sul nucleo motivazionale, difficilmente determinano l\'annullamento del provvedimento.
  • Per una contestazione efficace della proporzionalità della misura, la difesa dovrebbe documentare specificamente alternative concrete e dimostrare che tali alternative sono state effettivamente proposte al giudice (con riferimenti processuali chiari).

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