Cassazione Penale, Sentenza n. 38475/2024 del 21/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Salerno che aveva rigettato la richiesta di riesame dell'ordinanza custodiale emessa dal GIP nei confronti di GENERALI. Il ricorrente contestava: 1) insufficiente motivazione in ordine al ruolo concorsuale a lui ascritto, sostenendo che le dichiarazioni del coindagato DI DATO riguardavano fatti del passato e non dimostravano un'attività stabile di cessione di stupefacenti; 2) carenza delle esigenze cautelari e difetto motivazionale sul punto, poiché la custodia era stata collegata a un'attività prolungata per oltre sei mesi non provata dai fatti, mentre risulterebbe un unico episodio occasionale (intercettazione del 6 maggio 2022).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che i motivi di ricorso fossero, in sostanza, questioni di merito e valutazioni fattuali non sindacabili in sede di legittimità se non per violazione di norme o per manifesta illogicità. Il Collegio ha confermato la correttezza della motivazione del giudice del riesame: dalle intercettazioni ambientali e dalle dichiarazioni del coindagato DI DATO emergevano elementi coerenti e convergenti a carico del GENERALI (attività di spaccio svolta anche presso la propria abitazione, collaborazione saltuaria nella preparazione delle dosi, rapporti con soggetti organici al traffico quali FORTE Antonio), nonché precedenti penali e modalità esecutive delle condotte che giustificavano il pericolo di reiterazione. Di conseguenza il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
Giurisprudenza Cassazione, Sez.2, n.27866 del 17/06/2019 (Mazzelli)
Principio secondo cui il ricorso per cassazione contro misure cautelari è ammissibile solo per violazione di specifiche norme o per manifesta illogicità della motivazione; non è consentito rinnovare in Cassazione la valutazione dei fatti.
Giurisprudenza Cassazione, Sez.4, n.26992 del 29/05/2013 (PM in proc. Tiana)
Conferma il principio di limitazione del sindacato di legittimità sulle valutazioni di merito e sull'opportunità di rivedere le circostanze fattuali.
Giurisprudenza Cassazione, Sez. U, n.8825 del 27/10/2016 (Galtelli)
Richiama l'esigenza che i motivi di impugnazione siano specifici e confrontino direttamente le argomentazioni del giudice di merito; motivi generici e non analitici sono inammissibili.
Giurisprudenza Cassazione, Sez.3, n.34154 del 24/04/2018 (Ruggerini)
Principio sulla previsione prognostica del pericolo di reiterazione: non è necessaria l'individuazione di un'immediata occasione di delinquere, ma una valutazione fondata su elementi concreti che rendano probabile la recidiva.
Giurisprudenza Cassazione, Sez.2, n.6593 del 25/01/2022 (Mungiuerra)
Conferma che la valutazione delle esigenze cautelari può fondarsi su modalità esecutive del fatto, contesto criminale e precedenti personali, come elementi per la prognosi di pericolo di reiterazione.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro misure cautelari è ammissibile solo se denuncia violazioni di legge specifiche o manifesta illogicità della motivazione; non serve per chiedere una nuova valutazione dei fatti.
- Le intercettazioni ambientali e le dichiarazioni di coindagati possono costituire base sufficiente per la gravità indiziaria se risultano coerenti, convergenti e integrate da altri elementi (contatti con soggetti di spicco, modalità operative, ripartizione territoriale dello spaccio).
- Per contrastare una misura cautelare occorre svolgere censure precise e confrontare punto per punto la motivazione del giudice di merito, evidenziandone errori logici o violazioni normative, non limitarsi a conclusioni generiche.
- Il pericolo di reiterazione non richiede la previsione di un'imminente occasione di delinquere: è sufficiente una prognosi fondata su elementi concreti come la personalità del prevenuto, precedenti e le modalità dell'attività criminosa.
- Quando la custodia domiciliare è motivata dal rischio di recidiva e dal ruolo in un contesto criminale organizzato o semiorganizzato, la corte di legittimità tende a confermare la decisione se la motivazione appare logica e coerente con le risultanze investigative.
- Per impugnare con successo una misura cautelare basata su dichiarazioni di altro indagato, conviene dimostrare concretamente l'inattendibilità o la contraddittorietà delle dichiarazioni stesse, o la mancanza di riscontri oggettivi, piuttosto che sostenere genericamente che i fatti sono riferiti al passato.
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