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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28395/2024 del 15/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha depositato il 31/10/2023 una domanda di correzione di un presunto errore materiale nella determinazione della pena operata dalla sentenza n. 31012/2020 della Corte di Cassazione; la Corte di Appello di Palermo ha qualificato la domanda come ricorso straordinario ai sensi dell'art. 625-bis cod. proc. pen.

La decisione

Il ricorso, così qualificato, è stato dichiarato inammissibile per tardività perché sono trascorsi oltre 180 giorni tra il deposito della sentenza impugnata e il deposito dell'atto con cui si denunciava l'errore. La Corte ha inoltre ritenuto che non sussistesse alcun errore materiale: la pena era stata correttamente rideterminata in anni 19 e mesi 8 di reclusione (da anni 20 precedenti), con modalità esplicitate alle pagine 8-10 della sentenza impugnata. Nessun intervento ex officio è stato ritenuto necessario. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    La norma è stata richiamata per qualificare la domanda come ricorso straordinario per errore materiale; la Corte ha applicato il termine decadenziale (180 giorni) previsto per l'impugnazione di questo tipo di rimedio

  • art. 616 cod. proc. pen.

    La norma è stata applicata per irrogare al ricorrente, in caso di inammissibilità, il pagamento di una somma alla cassa delle ammende; la sanzione è stata determinata in euro 3.000

Massime di principio

  • Le richieste di correzione per errore materiale devono essere proposte entro i termini previsti dalla norma; il decorso del termine (qui richiamati i 180 giorni) determina l'inammissibilità.
  • Per ottenere una correzione è necessario dimostrare un vizio effettivamente materiale (es. evidente errore di calcolo o trascrizione); differenze di valutazione giuridica o di merito non rientrano nel rimedio.
  • Se la decisione impugnata ha già rideterminato la pena in modo esplicito e motivato, difficilmente si può ottenere una ulteriore correzione ex post.
  • Prima di proporre istanze di correzione occorre verificare con precisione il tipo di errore (materiale vs. giuridico), annotare le pagine e i calcoli contestati e rispettare i termini procedurali per evitare inammissibilità e sanzioni.
  • La proposizione tardiva o incolpevole di rimedi impropri può comportare oltre l'inammissibilità anche la condanna alle spese e l'applicazione di sanzioni pecuniarie; valutare preventivamente la fondatezza e la tempestività dell'azione.

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