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Cassazione Penale, Ordinanza n. 18195/2026 del 20/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale di sorveglianza)

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza con cui il Tribunale di sorveglianza di Firenze aveva rigettato la domanda di semilibertà. Deduceva vizio di motivazione per carenza e contraddittorietà nel giudizio di diniego della misura alternativa, sostenendo che il giudice non avrebbe adeguatamente valorizzato la partecipazione al trattamento, l'avvio di un processo di revisione critica del proprio agito criminale e, più in generale, il percorso rieducativo intrapreso. Secondo la difesa, la semilibertà non richiede la totale assenza di pericolosità sociale, ma presuppone l'avvio del processo di rieducazione; il Tribunale avrebbe invece attribuito peso eccessivo a elementi sfavorevoli, inferendo l'assenza di revisione critica da dati che il ricorrente riteneva mal valutati.

La decisione

La Corte ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza si sia mosso correttamente entro i limiti della discrezionalità a esso spettante, avendo esaminato tutte le informazioni disponibili e formulato un giudizio prognostico sfavorevole sorretto da motivazione non illogica. In particolare, ha giudicato non manifestamente illogica la valorizzazione della minimizzazione, da parte del condannato, delle condotte violente nei confronti della moglie e la conseguente conclusione circa l'assenza di una revisione critica ancora rassicurante. Ha inoltre ritenuto coerente il rinvio alla gradualità nella concessione dei benefici penitenziari e alla necessità di valutare gli esiti del più recente percorso di giustizia riparativa. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 52 d.lgs. 196/03

    richiamato solo per l'oscuramento dei dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento

  • art. 4-bis ord. pen.

    richiamato indirettamente nel testo tassonomico non pertinente; nel provvedimento non è effettivamente oggetto di applicazione

  • Corte cost. n. 186 del 2000

    richiamata in relazione alla condanna al pagamento della somma alla Cassa delle ammende per profili di colpa connessi all'irritualità dell'impugnazione

  • art. 52 d.lgs. 196/03 e ss.mm.

    richiamo finale per l'anonimizzazione del provvedimento

Massime di principio

  • La concessione della semilibertà e, più in generale, delle misure alternative alla detenzione è rimessa alla discrezionalità del tribunale di sorveglianza, che deve compiere una valutazione individualizzata della meritevolezza del condannato e dell'idoneità della misura al reinserimento sociale.
  • Il giudice di sorveglianza può fondare il diniego della misura sulle relazioni degli organi di osservazione, senza esserne vincolato, purché valorizzi le informazioni sulla personalità e sullo stile di vita in rapporto alle finalità rieducative e alla pericolosità residua.
  • La semilibertà non presuppone necessariamente la piena cessazione di ogni pericolosità, ma richiede un apprezzabile avvio del percorso rieducativo; tuttavia il giudice può negarla ove ritenga ancora non sufficientemente avviata o convincente la revisione critica del condannato.
  • Le censure che mirano a una diversa lettura del materiale valutativo, senza evidenziare vizi logici o giuridici della motivazione, sono inammissibili in cassazione quando investono ambiti riservati alla discrezionalità del giudice di merito.
  • La gradualità nella concessione dei benefici penitenziari costituisce un criterio razionale di apprezzamento delle esigenze rieducative e della prognosi di reinserimento, pur non essendo una regola assoluta e automatica.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiNullità processuale

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