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Sentenza

Sentenza del 19/03/2018 n. 1162 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Riscossione delle imposte - Società estinta - Responsabilità personale amministratori/liquidatori - Riforma tributaria d.lgs. 175/2014 - Onere della prova.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda la responsabilità personale dell'amministratore o liquidatore per le imposte non pagate da una società estinta e, in particolare, l'applicabilità retroattiva dell'art. 28, comma 5, del d.lgs. 175/2014, che ha modificato l'art. 36 del d.P.R. 602/1973 introducendo, per il futuro, un'inversione dell'onere della prova. Per i periodi anteriori al 13 dicembre 2014, si discuteva invece se spettasse all'Ufficio dimostrare l'omesso soddisfacimento privilegiato dei crediti tributari e la distrazione del patrimonio sociale.

La decisione

La riforma del 2014 è stata qualificata come sostanziale e, quindi, priva di efficacia retroattiva. Per le obbligazioni anteriori alla sua entrata in vigore, l'amministratore o liquidatore della società estinta può essere chiamato a rispondere personalmente soltanto se l'Ufficio prova sia l'esistenza certa del debito tributario sia la distrazione del patrimonio sociale verso finalità diverse dal pagamento delle imposte. In assenza di tale prova, la responsabilità personale non può essere affermata.

Norme richiamate

  • Art. 28, comma 5, d.lgs. 175/2014

    Ha modificato l'art. 36 del d.P.R. 602/1973.

    La disposizione ha introdotto una disciplina sostanziale della responsabilità di amministratori, soci e liquidatori di società estinte e, pertanto, non può essere applicata retroattivamente ai periodi anteriori alla sua entrata in vigore, il 13 dicembre 2014.

  • Art. 36 d.P.R. 602/1973

    Disciplina la responsabilità di amministratori e liquidatori per le imposte dovute da società estinte.

    Prima della riforma, spettava all'Ufficio provare l'inadempimento dell'obbligo di soddisfare prioritariamente i creditori tributari e la distrazione del patrimonio sociale; non era sufficiente la mera esistenza di imposte non pagate dalla società.

  • Sentenza Cassazione n. 6743/2015

    Ha affermato la natura sostanziale delle modifiche introdotte dal d.lgs. 175/2014 e la conseguente loro irretroattività.

Massime di principio

  • Quando una riforma modifica i presupposti della responsabilità personale degli amministratori o liquidatori, occorre verificare se la norma abbia natura sostanziale: in tal caso, salvo diversa previsione, non si applica ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore.
  • Per i periodi anteriori al 13 dicembre 2014, l'Amministrazione finanziaria deve dimostrare in concreto il debito tributario certo e la distrazione del patrimonio sociale, non potendo fondare la responsabilità personale sulla sola estinzione della società o sul mancato pagamento delle imposte.
  • La responsabilità dell'amministratore o liquidatore non è automatica: deve essere collegata a una condotta specifica e causalmente rilevante, quale l'impiego del patrimonio sociale per finalità diverse dal pagamento dei creditori tributari.
  • Nei casi regolati dalla disciplina successiva alla riforma, l'onere probatorio può ricadere maggiormente sull'amministratore o liquidatore, secondo il nuovo meccanismo previsto dall'art. 36 del d.P.R. 602/1973; è quindi essenziale individuare il periodo temporale cui si riferiscono debito e condotta.

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