Cassazione Civile, Sentenza n. 6927/2024 del 14/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia sull'avviso di accertamento per omesso versamento della TARSU anno 2010 relativo alla tensostruttura "Palaterme Fiuggi" per €22.068,65. Il giudice d'appello aveva accolto l'appello del contribuente ritenendo non dovuta la tassa su aree esterne scoperte e contestando il calcolo delle tariffe; la ricorrente (concessionaria) ha impugnato in Cassazione denunciando: (i) violazione e falsa applicazione dell'art. 62 d.lgs. 15/11/1993 n.507 e dell'onere della prova (art. 2697 c.c.) e del regolamento comunale (artt. 6 e 7), in quanto l'art. 62 prevede una presunzione relativa di produzione di rifiuti e l'obbligo, a carico del contribuente, di indicare in denuncia le condizioni di non producibilità e di provarle; (ii) motivazione apparente della sentenza di secondo grado in violazione degli artt. 132 e 156 c.p.c. e dell'art. 111 Cost., ossia mancata esposizione delle ragioni in fatto e di diritto che giustificassero l'esenzione o la diversa quantificazione del tributo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il motivo relativo alla motivazione apparente (violazione di composizione del giudizio e insufficiente motivazione), dichiarando assorbito il primo motivo, cassando la sentenza della Commissione tributaria regionale e rinviando il giudizio al giudice regionale affinché decida con adeguata e motivata valutazione. La Corte ha altresì disposto la liquidazione delle spese del presente grado e ha precisato che la controricorrente potrà riproporre in sede di rinvio i motivi non esaminati dal giudice d'appello.
Norme richiamate
d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 62
Prevede una presunzione relativa di produzione di rifiuti per qualsiasi locale ed area detenuti: incombe al contribuente l'obbligo di indicare nella denuncia originaria o di variazione le condizioni di inutilizzabilità (esenzione) e poi di provarle in giudizio
Principio sull'onere della prova: il contribuente che invoca l'esenzione ha l'onere di fornire la prova delle condizioni che giustificano l'esenzione
regolamento comunale
Norme regolamentari comunali richiamate nella controversia con riferimento alle tariffe e alle riduzioni per locali a uso stagionale; la loro applicazione o eventuale disapplicazione deve essere chiaramente motivata
art. 360, primo comma, nn. 3 e 4
Norme che consentono la cassazione per violazione di legge (n.3) e per motivazione apparente o insufficiente (n.4); la Corte ha fatto prevalere la censura relativa alla motivazione apparente (n.4)
Disposizioni sulla motivazione della decisione e sulle sentenze con cui la Cassazione può censurare la motivazione apparente ai sensi dell'art. 111 Cost.
Costituzione
Esige il minimo costituzionale di motivazione delle decisioni giurisdizionali; la mancanza di tale motivazione può comportare la nullità della decisione
d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
Nel processo tributario la mancanza di motivazione può integrare un vizio rilevante; principio richiamato dalla Corte per giustificare la cassazione per motivazione apparente
Riferimento al termine di sei mesi per proporre l'impugnazione (il conteggio utile ai fini della tempestività del ricorso di cassazione preso dalla data di deposito della sentenza)
Massime di principio
- Una decisione di merito che enunci conclusioni senza esporre le ragioni fattuali e giuridiche che le sostengono è affetta da "motivazione apparente" e può essere cassata: il giudice d'appello deve indicare chiaramente il percorso logico-giuridico che giustifica la decisione
- In materia di TARSU (d.lgs. 507/1993, art.62) vigono presunzioni di produzione di rifiuti per locali e aree; il contribuente che reclama l'esenzione o la non produttività deve dichiararlo nei termini previsti (denuncia originaria o di variazione) e assumere l'onere probatorio
- Se la decisione impugnata afferma la non tassabilità di aree esterne o l'applicazione di tariffe ridotte, il giudice deve esplicitare quali elementi probatori e quale interpretazione normativa giustificano tale qualificazione (es. natura operativa dell'area, uso stagionale, rilevanza del regolamento comunale)
- La mancata notifica della sentenza non sospende il termine per proporre ricorso: il termine per la cassazione decorre dal deposito, e la tempestività va verificata rispetto al termine legale (sei mesi dall'iscrizione/deposito quando previsto)
- In caso di cassazione per motivazione apparente il giudice di rinvio può esaminare nuovamente tutte le questioni, comprese quelle non approfondite dal giudice d'appello, e le parti potranno riproporre i motivi non valutati
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