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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16238/2022 del 27/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato l'appello avverso il rigetto del GIP della richiesta di misura cautelare interdittiva (sospensione dall'esercizio di pubblico ufficio) nei confronti di Renato Mazzuca, indagato per plurimi falsi ideologici commessi come collaboratore amministrativo dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, avendo autorizzato pagamenti di fatture attestando falsamente la regolarità del monte ore senza effettuare controlli. Il ricorso per cassazione del Procuratore svolgeva quattro censure: 1) travisamento della prova perché i cosiddetti modelli "SITROS" sarebbero stati fogli informali, non sottoscritti e non datati, dunque inidonei a giustificare le liquidazioni; 1.1) travisamento delle dichiarazioni della coindagata Giacinta Maria circa la trasmissione all'ufficio del ricorrente dei prospettini riepilogativi delle ore; 2) errore nell'escludere la responsabilità del liquidatore rispetto agli artt. 5 e 15 del contratto (pagamento solo delle ore effettivamente svolte), sostenendo che la liquidazione sarebbe avvenuta in carenza di istruttoria; 3) motivazione illogica circa l'interpretazione delle intercettazioni che, secondo il ricorrente, proverebbero la consapevolezza delle discrepanze; 4) travisamento proiettato su condotte in realtà ascritte ad altro soggetto (il responsabile dell'Ufficio SITROS, Francesco Spadafora).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Pubblico Ministero non avesse un interesse concreto e attuale a proporre ricorso per cassazione limitatamente a contestare la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, posto che anche in caso di accoglimento della censura sulla gravità indiziaria non ne sarebbe derivata l'applicazione della misura (l'unico interesse cautelare tutelabile dal PM in questa sede è il mantenimento, la modifica o l'imposizione della misura). La Corte ha inoltre osservato che il ricorso ometteva di prospettare il permanere delle esigenze cautelari e mancava di una chiara individuazione della fonte normativa o del ruolo attribuito all'indagato in ordine al compito di verifica del monte ore, mentre il Tribunale del riesame aveva ritenuto che parte dell'accertamento fosse riconducibile all'Ufficio addetto alla compilazione dei modelli "SITROS". In conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto di interesse e per carenze sul piano della rappresentazione dei fatti/gravità indiziaria.

Norme richiamate

  • codice di procedura penale

    Per proporre ricorso per cassazione occorre un interesse concreto e attuale: il ricorso deve avere ad oggetto un risultato operativo idoneo ad eliminare la situazione giuridica lesiva per il ricorrente (il PM deve perseguire il mantenimento, la modifica o l'imposizione della misura cautelare)

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137

    Norma citata in relazione allo svolgimento dell'udienza (riferimento procedurale sulle modalità di svolgimento dell'udienza)

  • contratto (clausole azienda/coopservice)

    artt. 5 e 15 (richiamati nel provvedimento)

    Nel ricorso si eccepiva che gli artt. 5 e 15 prevedono il pagamento delle sole ore effettivamente svolte; la valutazione del Tribunale del riesame si è concentrata sul fatto che l'attività di verifica poteva essere attribuita ad altro ufficio ("SITROS"), incidendo sulla imputabilità del controllo al liquidatore

Massime di principio

  • Il Pubblico Ministero ha interesse a impugnare soltanto se l'accoglimento del ricorso in cassazione può concretamente incidere sul mantenimento, sulla modifica o sull'imposizione della misura cautelare: deduzioni limitate alla sola gravità indiziaria, quando non possono determinare il ripristino della misura, sono inammissibili per difetto di interesse.
  • Nelle impugnazioni cautelari è essenziale dimostrare il perdurare delle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione, di inquinamento probatorio, etc.); senza tale prospettazione il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile.
  • Le censure sul 'travisamento della prova' devono indicare in modo specifico quale errore logico o quale valutazione manifestamente illogica abbia determinato l'erronea decisione, e devono mostrare che tale errore avrebbe concretamente potuto influire sulla decisione cautelare.
  • Se la funzione di controllo dei documenti è attribuita ad altro ufficio o soggetti terzi, occorre chiarire il profilo di responsabilità funzionale dell'indagato: la mera presenza di documenti anomali non è sufficiente per ritenere raggiunta la soglia della gravità indiziaria nei confronti di chi non aveva il compito di verificarli.
  • La qualità e la formalizzazione dei documenti (es. assenza di sottoscrizioni o date) va collegata al ruolo dell'agente: eccezioni riguardanti l'inidoneità dei documenti devono essere supportate con elementi che mostrino l'impossibilità per l'indagato di basarsi su di essi in buona fede.
  • Nel valutare intercettazioni e dichiarazioni, il ricorrente deve indicare in che modo specifiche conversazioni o dichiarazioni smentiscono la ricostruzione del Tribunale e non limitarsi ad affermazioni generiche di travisamento.

Testo integrale

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