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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22087/2025 del 12/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 16/02/2024 che aveva rigettato la sua istanza di sostituire la confisca e distruzione delle tre opere ritenute contraffatte con la più lieve apposizione, sul retro, della dicitura "opera falsa" e del riferimento al procedimento penale. Contestava la violazione dell'art. 518‑quaterdecies, comma 2, c.p. e i vizi di motivazione, sostenendo di essere proprietario legittimo delle opere e soggetto estraneo al reato; inoltre denunciava la violazione del principio del contraddittorio (ordinanza resa inaudita altera parte) e il mutamento non motivato di una precedente statuizione di restituzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato, affermando che l'art. 518‑quaterdecies, comma 2, c.p. prevede l'esclusione della confisca quando le cose appartengono a persone estranee al reato. Ha rilevato anche la violazione del principio del contraddittorio poiché l'ordinanza impugnata ha modificato la precedente statuizione di restituzione senza adeguata motivazione e senza contraddittorio. Ha quindi annullato l'ordinanza impugnata e disposto il rinvio al Tribunale di Reggio Calabria per nuovo giudizio, tenendo conto dei principi indicati.

Norme richiamate

  • art. 518‑quaterdecies cod. pen. (Contraffazione di opere d'arte)

    «è sempre ordinata la confisca degli esemplari contraffatti, alterati o riprodotti delle opere o degli oggetti indicati nel primo comma, salvo che si tratti di cose appartenenti a persone estranee al reato. Delle cose confiscate è vietata, senza limiti di tempo, la vendita nelle aste dei corpi di reato»

    La Corte ha interpretato il comma 2 nel senso che la confisca è esclusa quando gli oggetti appartengono a persone estranee al reato; pertanto non può essere disposta automaticamente la confisca e distruzione se è provata la legittima proprietà di terzi estranei al fatto.

  • art. 178, comma 1, lett. b) d.lgs. n. 42/2004 (richiamato nei fatti come norma relativa alle opere d'arte)

    La norma definisce fattispecie penalmente rilevanti in materia di beni culturali; nel caso di specie i fatti furono originariamente qualificati come messa in vendita di opere contraffatte ai sensi della normativa sui beni culturali.

  • principio del contraddittorio / inaudita altera parte

    La Corte ha rilevato che l'ordinanza resa senza contraddittorio che modifica una precedente decisione favorevole al terzo avente diritto è viziata: le modifiche che incidono sui diritti di terzi estranei al reato richiedono il rispetto del contraddittorio e adeguata motivazione.

Massime di principio

  • La confisca prevista dall'art. 518‑quaterdecies, comma 2, c.p. non è automatica se gli oggetti appartengono a persone estranee al reato; in tali casi bisogna valutare la legittima proprietà e tutelare il terzo.
  • Se in sede penale un terzo si è costituito parte civile e ha ottenuto la restituzione di beni, un provvedimento successivo che ne dispone la confisca/distruzione richiede pieno rispetto del contraddittorio e motivazione specifica.
  • La richiesta di misure meno afflittive (es. apposizione della dicitura "opera falsa") può essere accolta quando la confisca e la distruzione ledono diritti di terzi innocenti; il giudice deve valutare proporzionalità e alternative.
  • Ordinanze rese inaudita altera parte che incidono sui diritti di soggetti estranei al reato presentano forte rischio di annullamento in Cassazione se non adeguatamente motivate.
  • Per tutelare opere per le quali si rivendica la proprietà è opportuno partecipare al processo, documentare la provenienza e chiedere espressamente misure conservative meno distruttive quando è in gioco la proprietà di terzi innocenti.

Testo integrale

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