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Sentenza

Sentenza n. 144/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'ottemperanza: - della sentenza n.281 dell’11.6.2024, emessa dalla Corte d’Appello dell’Aquila sezione Lavoro, passata in giudicato.

Giustizia amministrativa202500353

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata integrale esecuzione della sentenza n. 281 dell'11 giugno 2024 della Corte d'Appello dell'Aquila, Sezione Lavoro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza della Corte d'Appello dell'Aquila che aveva condannato il Ministero al risarcimento dei danni conseguenti alla revoca di un incarico conferito il 9 settembre 2021, in misura pari alle mensilità maturate fino al 30 giugno 2022, oltre al maggiore importo tra interessi legali e rivalutazione monetaria dalla scadenza di ciascuna mensilità al saldo, nonché al riconoscimento dell'utilità giuridica del relativo servizio. La ricorrente ha dedotto che, dopo la notificazione della sentenza, il Ministero aveva dato soltanto parziale esecuzione al giudicato, provvedendo al pagamento delle spese legali ma non delle somme risarcitorie e senza dare attuazione al riconoscimento del servizio. Il TAR ha verificato il passaggio in giudicato della sentenza, attestato dalla cancelleria della Corte d'Appello il 31 gennaio 2026, e l'inadempimento dell'amministrazione alla data di deposito del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato ammissibile e fondato il ricorso per ottemperanza. Poiché il credito della ricorrente e l'obbligo di riconoscere il servizio erano stati accertati da una sentenza definitiva e risultavano ancora ineseguiti, ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare integrale esecuzione al giudicato entro quarantacinque giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, mediante il pagamento delle somme liquidate dalla sentenza civile e l'adempimento degli ulteriori obblighi conformativi. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore generale della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega, senza compenso, assegnandogli un ulteriore termine di quarantacinque giorni dalla comunicazione dell'inadempimento da parte della ricorrente. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce il fondamento processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione l'esecuzione del giudicato e di nominare un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è ammissibile quando il titolo giudiziale posto a fondamento della domanda è passato in giudicato, circostanza che deve risultare da idonea attestazione della cancelleria o da altra documentazione equivalente.
  • Quando una sentenza definitiva ha accertato un credito nei confronti della pubblica amministrazione e l'amministrazione non lo ha integralmente soddisfatto, il giudice dell'ottemperanza deve ordinare l'esecuzione del giudicato entro un termine assegnato.
  • L'esecuzione integrale del giudicato comprende tutti gli obblighi stabiliti dalla decisione, sia il pagamento delle somme liquidate, inclusi gli accessori riconosciuti, sia gli eventuali obblighi di facere o di riconoscimento giuridico imposti all'amministrazione.
  • In caso di persistente inerzia dell'amministrazione oltre il termine assegnato, il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, incaricato di adottare in via sostitutiva gli atti necessari all'esecuzione del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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