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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10006/2025 del 16/04/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce da un controllo doganale su importazioni dell'anno 2011 effettuate per conto di una società licenziataria esclusiva del marchio GUESS in Europa. L'Ufficio doganale ha rettificato il valore dichiarato in dogana, recuperando dazio e IVA, e ha irrogato sanzioni, assumendo che nel valore delle merci dovessero essere incluse le royalties pagate alla licenziante GUESS Inc. La società ha impugnato il provvedimento e la CTP ha accolto il ricorso; la CTR ha confermato, ritenendo non provata l'esistenza di un potere di controllo, diretto o indiretto, della licenziante sul produttore o sulla licenziataria tale da far considerare le royalties come condizione della vendita. Con l'unico motivo di ricorso per cassazione, l'Agenzia ha denunciato violazione e falsa applicazione degli artt. 143, 157, 159 e 160 del Reg. CE 2454/1993 e dell'Allegato 23 alle DAC, sostenendo che la CTR aveva erroneamente escluso l'inclusione delle royalties nel valore doganale senza esaminare correttamente le clausole del contratto di licenza e senza applicare i criteri unionali e giurisprudenziali sul concetto di 'condizione di vendita' e di 'legame' tra licenziante e venditore/acquirente. La società ha resistito con controricorso.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso dell'Agenzia. Ha affermato che, ai fini della determinazione del valore in dogana, i diritti di licenza devono essere inclusi quando non sono già compresi nel prezzo, sono riferiti alle merci da valutare e costituiscono una condizione della vendita; quando il beneficiario delle royalties è soggetto diverso dal venditore, occorre verificare se il licenziante eserciti un controllo, diretto o indiretto, idoneo a subordinare l'importazione al pagamento dei diritti. Nel caso concreto, la CTR si era limitata a escludere il solo controllo di qualità senza esaminare analiticamente le clausole contrattuali e gli indicatori di controllo richiamati dalla giurisprudenza. In accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 143 Reg. CE 2454/1993

    Rileva per la nozione di persone legate, includendo situazioni di controllo diretto o indiretto, di diritto o di fatto.

  • art. 157 Reg. CE 2454/1993

    I diritti di licenza concorrono al valore doganale quando non sono inclusi nel prezzo e ricorrono le condizioni previste, tra cui la riferibilità alle merci e il loro pagamento come condizione della vendita.

  • art. 159 Reg. CE 2454/1993

    Per i marchi di fabbrica, i diritti di licenza si aggiungono al prezzo solo al ricorrere dei requisiti specifici indicati dalla norma.

  • art. 160 Reg. CE 2454/1993

    Se il pagamento è effettuato a un terzo, le condizioni dell'art. 157 si considerano soddisfatte solo se il venditore o persona legata richiede tale pagamento all'acquirente.

  • Allegato 23 alle DAC

    Offre criteri interpretativi sul concetto di controllo, inteso come potere di costrizione o di orientamento di diritto o di fatto.

  • art. 32 CDC

    Il prezzo effettivamente pagato o da pagare va aumentato dei corrispettivi e diritti di licenza dovuti come condizione della vendita delle merci da valutare.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    È il parametro processuale della censura per violazione di legge proposta con il ricorso per cassazione.

Massime di principio

  • Ai fini del valore in dogana, le royalties devono essere incluse quando non sono già nel prezzo, si riferiscono alle merci importate e costituiscono una condizione della vendita in senso economico-funzionale, cioè tale per cui il venditore non venderebbe senza il pagamento.
  • Quando il diritto di licenza è corrisposto a un soggetto diverso dal venditore, il giudizio sulla sua inclusione nel valore doganale richiede di verificare se tra venditore e licenziante vi sia un legame diretto o indiretto che attribuisca al licenziante poteri di controllo o di orientamento sull'acquirente o sulla filiera produttiva.
  • La nozione doganale di controllo non coincide con il solo controllo di qualità: possono rilevare anche clausole e prassi che consentano al titolare del marchio di incidere sulla scelta del produttore, sui fornitori, sui metodi di produzione, sulla logistica, sulla commercializzazione e sulle autorizzazioni preventive.
  • La verifica della 'condizione di vendita' e del 'legame' tra i soggetti è questione di sussunzione giuridica censurabile in cassazione quando il giudice di merito abbia omesso di esaminare le clausole contrattuali rilevanti alla luce dei criteri interpretativi unionisti e giurisprudenziali.
  • Le indicazioni contenute nei documenti interpretativi del Comitato del codice doganale e della Commissione non hanno natura vincolante in senso normativo, ma costituiscono strumenti utili per un'applicazione uniforme della disciplina doganale.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioRiscossioneAccertamento
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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